Netanyahu verso l’incarico
Si è concluso lo spoglio dei voti: con la conquista di 64 seggi su 120 la coalizione guidata da Benjamin Netanyahu ha vinto le elezioni israeliane. L’incarico per formare un nuovo esecutivo dovrebbe arrivare a breve.
“Se vorrà avere il sostegno dei suoi alleati per trovare un modo di annacquare i tre procedimenti a suo carico per casi di corruzione, Netanyahu dovrà concedere dolorose contropartite. Come, per esempio, la nomina a ministro della Sicurezza interna a Itamar Ben-Gvir”, scrive tra gli altri Il Sole 24 ore. Per Avvenire si tratta di “un’alleanza a forte rischio di implosione, a causa della deriva estremista dei sionisti religiosi”. Viene segnalata una possibile alternativa: “Tagliare fuori la destra estremista e al suo posto includere Unità nazionale, la lista di centrodestra dell’attuale ministro della Difesa Benny Gantz, che con i suoi 12 seggi potrebbe comunque garantirne 63”. Il Fatto Quotidiano si sofferma sulla rappresentanza femminile nella nuova Knesset: “Se nella precedente coalizione israeliana le parlamentari erano 30 e le ministre 9, in quello che a breve verrà a formarsi i seggi della coalizione andranno a solo 8 donne: 5 parlamentari del Likud e 3 di Sionismo religioso”.
A Netanyahu le congratulazioni, tra gli altri, di Giorgia Meloni. La neo premier si è detta pronta “a rafforzare la nostra amicizia e le nostre relazioni bilaterali, per affrontare al meglio le nostre sfide comuni”.
Come confermano anche varie ong, i contestatori del regime iraniano vivono giorni drammatici. “Alle morti – scrive Repubblica – si sommano le sparizioni e gli arresti. Almeno 12mila persone sono finite in prigione, dice Hrana, centinaia sono studenti, le famiglie in molti casi non hanno notizie della loro sorte. I riferimenti del movimento guidato da giovani e donne finiscono dietro le sbarre”.
“Non sono stata io a chiederla, mi è stata assegnata per le minacce che ricevevo e purtroppo continuo a ricevere, ma la mia scorta è diventata una splendida sorpresa. I carabinieri che ogni giorno mi sono accanto hanno più o meno l’età dei miei nipoti e siamo diventati un’affiatata famiglia allargata”. A raccontarlo al Corriere la senatrice a vita Liliana Segre.
Nel corso di una cerimonia al consolato austriaco Segre si è vista assegnare ieri il Premio Wiesenthal. Ne parla Repubblica Milano: “Accompagnata dai figli e dal direttore del Cdec Gadi Luzzatto, ha ricordato come suo zio Amedeo donò al centro Wiesenthal l’indennizzo che gli fu versato dal governo austriaco per l’assassinio del fratello Alberto e dei genitori ad Auschwitz”.
Esce oggi il nuovo libro di Bruno Vespa, La grande tempesta. Il Tempo ne anticipa un brano dedicato alle persecuzioni antiebraiche e Pio XII.
Adam Smulevich
(4 novembre 2022)