Tre domande preoccupate
Se un leader politico nell’ambito di un’assemblea con i suoi deputati (non al bar con pochi amici o in una cena di famiglia) si lascia andare ad affermazioni gravissime e opposte alla linea ufficiale del suo partito non su una questione secondaria, ma sul tema più rilevante del momento in politica estera e viene applaudito calorosamente, davvero il problema da porsi è chi sia stato a registrare e divulgare l’audio? Gli elettori non hanno il diritto di sapere cosa pensano realmente le persone che hanno eletto? Potrei capire il diritto alla segretezza nel caso avessero dovuto decidere, per esempio quale strategia adottare nell’elezione dei presidenti o dei vicepresidenti delle camere, ma dire che con una guerra in corso bisogna concedere ai deputati di un partito il diritto di dire pubblicamente che stanno da una parte e dirsi tra di loro che invece stanno dall’altra mi pare piuttosto bizzarro.
Fa pensare anche il fatto che nell’audio “rubato” Berlusconi affermi che in Ucraina avrebbe dovuto nascere “un governo già scelto dalla minoranza ucraina, di persone perbene e di buonsenso”. In base a quale criterio sarebbero state scelte le persone perbene e di buonsenso? Chi ha il diritto di decidere chi è o non è “perbene e di buonsenso” se l’opinione della maggioranza non conta nulla? Mi torna in mente per contrasto il noto passo talmudico in cui persino una voce divina si inchina al volere della maggioranza.
Infine, sempre nell’audio rubato, mi ha colpito l’idea che la guerra in Ucraina avrebbe potuto finire in pochi giorni se solo l’Occidente non si fosse intromesso e gli ucraini si fossero lasciati invadere senza fare tante storie. E cosa sarebbe successo dopo? Quale sarebbe stata la sorte degli oppositori? Sarebbero state consentite pubblicazioni, opere teatrali, film, ecc. contrarie al governo delle persone perbene e di buonsenso? E se no, cosa sarebbe accaduto ai loro autori? E se qualcuno si fosse permesso di manifestare contro l’invasione cosa sarebbe accaduto?
Si è detto e si dirà che erano affermazioni decontestualizzate, o che Berlusconi stava scherzando. Dunque perché preoccuparsi tanto per parole smentite anche da chi le ha pronunciate? In realtà il discorso di Berlusconi riflette le opinioni di molti, e non solo del suo partito: ho sentito spesso argomentazioni simili nelle discussioni, da persone di ogni colore politico. Non tanto, forse, l’idea che una minoranza di persone perbene abbia il diritto di governare (anche se, in fin dei conti, la logica di qualunque sistema maggioritario prevede che a governare non sia la maggioranza ma una minoranza un po’ meno minoranza delle altre), quanto l’idea che una resa rapida dell’Ucraina sarebbe stata e ancora sarebbe doverosa per evitare morti, violenze e devastazioni. Come se arrendersi e accettare pacificamente di essere invasi determinasse magicamente la fine di ogni genere di violenza e una vita serena per tutti. O forse tutte le forme di violenza (repressione del dissenso, arresti di oppositori, stragi di civili, torture, ecc.) sono considerate per principio più accettabili, indipendentemente dal numero di morti che causano, purché non si chiamino ufficialmente “guerra”? (21/10/2022)
Anna Segre