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L’arte e il mondo che verrà

Dall’Ucraina a Israele apre in queste ore la seconda edizione di “Roma Arte in Nuvola”, la fiera d’arte moderna e contemporanea organizzata alla Nuvola di Fuksas. Decine le gallerie italiane e internazionali che partecipano alla manifestazione, caratterizzata da una proposta espositiva che presenta al pubblico le diverse discipline: dalla pittura alle installazioni video fino alle performance. Paese ospite l’Ucraina, per dare un segnale di vicinanza alla nazione martoriata dall’invasione russa, ma anche per raccontarne attraverso l’arte la cultura e creatività. Tra le opere esposte, nella sezione progetti speciali, l’installazione 100 Years – A Journey beyond the End of Time degli israeliani Atar Geva e Nivi Alroy. Un progetto che immagina, attraverso un’opera che intreccia scultura e video, una nuova genesi dopo la fine dell’umanità.
A ispirare Geva e Alroy il saggio Premio Pulitzer “The Sixth Extinction” di Elizabeth Kolbert, giornalista scientifica di The New Yorker Magazine. Secondo Kolbert gli esseri umani stanno cambiando rapidamente la forma della terra e la composizione dell’atmosfera, causando un’estinzione di massa della maggior parte degli esseri viventi. Un’estinzione che, sostiene la giornalista, molto probabilmente includerà anche il genere umano. Gli artisti israeliani hanno sviluppato questa previsione, traducendola in un’installazione artistica che si interroga sul futuro dell’umanità.