Il coraggio del silenzio

È un silenzio che fa rumore quello dei calciatori iraniani durante l’esecuzione del loro inno nazionale al Mondiale in Qatar. Anche la stampa italiana se ne occupa diffusamente. Così, tra gli altri, il Corriere: “Un gesto che può sembrare piccolo, ma è tantissimo per l’Iran”. Per Repubblica “quella dei giocatori iraniani rimarrà probabilmente l’immagine più forte di questa Coppa del mondo”. Chiosa La Stampa: “Il coraggio non te lo puoi dare. Sale, quando il cervello e il sentimento si innescano allo stesso momento e allora l’urgenza brucia la paura”. Plaude al gesto anche la stampa sportiva. “La Fifa è riuscita a impedire a Harry Kane e agli altri capitani del Mondiale di indossare la fascia arcobaleno ma non ha potuto fermare il suono del silenzio”, scrive il Corriere dello Sport. In questo senso la partita con l’Inghilterra sarebbe “già diventata un simbolo” (Gazzetta). La sconfitta sul campo, riferisce ancora Repubblica, è stata all’origine di un attacco da parte della testata diretta emanazione degli ayatollah. In un articolo in cui la squadra è accusata di tradimento si legge infatti: “Alcuni membri della nazionale non hanno avuto onore e non hanno cantato l’inno. Iran 2-Inghilterra, Israele, Al Saud (i sauditi), traditori interni e stranieri 6”. 

“Ho messo quella maglietta perché quella che avevo indossato poco prima aveva un buco. Così poi dall’armadio ho preso la prima cosa che m’è capitata. Non c’era nessuna intenzione di offendere nessuno”. È la tesi sostenuta in aula da Selene Ticchi, la donna a processo per aver indossato una maglietta con la scritta “Auschwitzland” a Predappio. Ne parla il Resto del Carlino.

Obelischi, vie, monumenti. In una mappa online e in un libro a cura dell’Istituto Parri i segni del fascismo nel panorama delle città italiane. Per Repubblica si tratta di un progetto che “ci mette davanti agli occhi gli innumerevoli luoghi del fascismo con cui abbiamo finora convissuto, tra qualche imbarazzo e un più generale torpore civile”.
 
Dopo l’interruzione di tre anni causa pandemia sono ripresi i Viaggi della Memoria organizzati dal Comune di Roma. L’iniziativa, in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah, ha fatto sosta a Fossoli e toccherà in queste ore altri luoghi della Memoria. Nell’itinerario realtà come Sant’Anna di Stazzema, la casa dei fratelli Cervi e il sacrario ai caduti di Marzabotto (Il Messaggero). 

Il Riformista presenta Una ferita italiana?, il saggio di Massimiliano Boni e Roberto Coen sull’attentato al Tempio Maggiore di Roma del 9 ottobre 1982. Un testo, si legge, “che contestualizza la vicenda, ricapitola a volo d’uccello la storia della comunità romana, la più antica del mondo, e soprattutto riporta minuziosamente tutte le testimonianze e i ricordi”.

Repubblica Torino intervista lo scrittore israeliano Roy Chen. Il suo libro Anime, racconta, “è la storia della mia identità, della mia vita, della mia famiglia”. 

Adam Smulevich

(22 novembre 2022)