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I giovani, tra formazione e identità

I lavori della seconda giornata sono ripresi con un sguardo su “Giovani, formazione, identità ebraica”. Stimolati da Alfonso Sassun, il segretario generale della Comunità ebraica di Milano, sono intervenuti il consigliere UCEI Alex Zarfati, il presidente Ugei David Fiorentini, Eitan Della Rocca (Tiferet Chaim Roma), la coordinatrice dell’Ufficio Giovani Nazionale UCEI Genny Di Consiglio, rav Moshe Hachmun di Eli Hay Roma, i rappresentanti di Benè Akiva (Ofir Batash ed Elihasiv Shechter) e Hashomer Hatzair (Josef Jona Falco e Shiry Caftori). “Quello che vorremmo fare non lo possiamo fare perché, talvolta, non abbiamo o fondi o la capacità umana. Sarebbe importante un sostegno ulteriore. La nostra strategia è molto semplice: non far sentire i ragazzi delle piccole Comunità come degli estranei, ma tutti parte di un grande gruppo”, ha detto Jona Falco. A rivolgere una richiesta in tal senso anche i rappresentanti del Benè Akiva: “Abbiamo bisogno del vostro aiuto per promuovere i valori di Israele, dell’ebraismo e della Torah. Un aiuto concreto dell’UCEI potrebbe aiutarci a fare di più rispetto a quel che si realizza oggi”.
La sfida, ha affermato Di Consiglio, “è quella di trovare un giusto equilibrio anche numerico tra le diverse Comunità; il nostro lavoro si concentra sui giovani, ma anche sulle famiglie”. Nel portare la voce dell’Ugei, Fiorentini ha rappresentato l’impegno dedicato alla fascia d’età 17-19 anni. Un’età di passaggio al centro di specifiche iniziative “affinché, partecipando agli eventi Ugei, non ci si senta spaesati”. Della Rocca si è soffermato su alcune attività aggregative di cui è l’iniziatore a Roma: “La chiave vincente è la voglia di stare insieme, nel segno di quella continuità che la Torah ci insegna”. Zarfati ha poi illustrato il progetto di educazione integrativa di cui è il promotore in seno all’UCEI: “L’identità ha molte facce. Firgun è progetto flessibile, visto che la realtà stessa dei giovani è sfaccettata. Vi sono infatti grandi differenze infatti su come percepisce il mondo uno studente di scuola ebraica a Roma e uno a Trieste”. Nel presentare le attività di Eli Hay, rav Hacmun ha sottolineato come il focus sia “su ragazzi molto giovani, dai sette-otto anni ai 15: a loro proponiamo un mix tra sport, ebraismo e sionismo; un impegno che svolgiamo senza un aiuto dell’UCEI e delle istituzioni ebraiche”. A rivendicare infine un’ampia partecipazione alle attività svolte dall’Hashomer Hatzair Roma la shlichà Shiry Caftori.
Il successivo workshop è stato coordinato Raffaele Rubin, assessore ai Giovani della Comunità ebraica di Roma e consigliere UCEI.