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Crisi ucraina e sfida dell’accoglienza,
a confronto con gli esperti

Poco meno di nove mesi fa aveva inizio l’aggressione russa all’Ucraina. Tra le sue conseguenze più immediate l’apertura di un dramma umanitario che ha riguardato e continua a riguardare milioni di persone bisognose di soccorso e assistenza. Molte le organizzazioni ebraiche in campo con diverse forme di sostegno. Un contributo caratterizzato da dedizione, impegno, generosità. Con l’Italia ebraica stessa attiva protagonista di uno sforzo senza confini, nel nome della dignità dell’uomo.
Ruota attorno a questi temi il seminario “Avoiding Burnout” in svolgimento a Firenze, frutto della collaborazione tra European Council of Jewish Communities, Hias Europa, Jdc, Shapiro Foundation e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Un’iniziativa volta ad analizzare l’impatto dell’impegno ebraico in questo ambito e a individuare le migliori pratiche per garantire un risultato di qualità oltre che sostenibile nel tempo. Tra teoria e pratica, molti gli argomenti al centro del dibattito e confronto di queste ore. Tra gli altri l’individuazione delle migliori pratiche di accoglienza, l’impatto del Covid nella risposta ebraica alla crisi ucraina, l’elaborazione dei traumi innescati da questa esperienza, un focus sulle diverse iniziative assunte a livello locale.
Al termine del seminario l’intenzione è quella di creare un forum di supporto.