I propositi omicidi di Teheran
L’Iran aveva tra i suoi progetti quello di di uccidere alcuni politici, dissidenti e intellettuali: tra loro Bernard-Henri Levy. A rivelarlo, in un articolo che ha fatto il giro del mondo, il Washington Post. “Nel caso di Lévy, secondo il quotidiano che scoprì il Watergate, l’aggressione era stata ideata da una unità della Quds Force, cioè la sezione della Guardia rivoluzionaria incaricata di gestire le operazioni speciali”, riporta tra gli altri Repubblica. Nel mirino di Teheran “ex funzionari del governo americano, dissidenti espatriati ma anche media critici del regime e civili ebrei o comunque legati ad Israele” (Il Giornale). È saltata intanto la visita del ministro degli Esteri Abdollahian a Roma: oggi avrebbe dovuto partecipare ai Med-Dialogues organizzati da Farnesina e Ispi. Dietro la rinuncia “il timore di contestazioni e sit-in” (Repubblica).
Nell’illustrare sul Corriere i temi dei Med-Dialogues 2022, il direttore dell’Ispi Paolo Magri rileva: “L’energia, se ben gestita, può appianare le tensioni tra i Paesi della regione, come insegna il recente accordo tra Libano e Israele sui confini marittimi”. Un potenziale di collaborazione non riferito al solo Medio Oriente e che, se colto, “potrebbe addirittura portare a una gestione condivisa, e meno emergenziale, di questioni come lo sviluppo economico, la fragilità politica, i flussi migratori e il terrorismo”.
Patrick Zaki è cittadino onorario di Roma. La Capitale, riporta La Stampa, “si aggiunge alla lunga lista di Comuni italiani che hanno conferito la cittadinanza allo studente egiziano dell’università di Bologna, sotto processo per ‘diffusione di false informazioni’: un’accusa per cui rischia cinque anni di carcere”.
“I primi passi del governo Meloni fanno ben sperare, in quanto per la prima volta nella storia italiana il suo governo ha votato contro l’ennesima mozione che mette Israele al pari di uno Stato terrorista”. È l’opinione di Marco Carrai, console onorario d’Israele in Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia (Nazione).
“L’antisemitismo sta rinascendo solo perché c’è stata la volontà di farlo rinascere. Non ci sono stati i consueti corsi e ricorsi della storia, ma un chiaro invito a una danza tossica dell’antisemitismo che rientra in un’ideologia di separazione e razzismo, islamofobia e xenofobia”. A dirlo è Steven Spielberg, che 7 del Corriere intervista in occasione dell’uscita del suo nuovo film.
Sul Corriere alcuni inediti dall’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano. Tra cui la testimonianza dell’ebrea piemontese Ines Ghiron sulle leggi razziste, la lotta partigiana e la Liberazione di Roma. In evidenza anche “i giorni terribili delle Fosse Ardeatine e la figura di Donato Carretta, il direttore di Regina Coeli”.
Il Venerdì di Repubblica presenta L’amore nei pazzi e altri scritti (ed. Einaudi), miscellanea di testi di Cesare Lombroso a cura di Alberto Cavaglion, in cui si dà spazio a “scorci poco frequentati della produzione lombrosiana”. Il primo è il diario giovanile, “un piccolo gioiello di autoanalisi fatto di sogni e annotazioni”.
“Il Premio Ratzinger al giurista ebreo pro-crocifisso”. Così Libero nel presentare l’assegnazione del premio intitolato al papa emerito a Joseph Weiler, che difese l’Italia alla Corte di giustizia europea nella causa sul crocifisso nelle scuole.
Un ambulatorio tutto al femminile: è il nuovo impegno dell’Ospedale Israelitico, segnalato oggi sulle pagine romane del Corriere.
Adam Smulevich
(2 dicembre 2022)