“Proteste anti-regime,
giornate decisive”
Si allunga la lista dei condannati a morte dal regime iraniano. A farne parte, da qualche ora, sono anche l’ex calciatore Amir Nasr-Azadani e l’attore teatrale Hossein Mohammadi. C’è apprensione per la loro sorte. L’attrice Mina Kavani, intervistata dal Corriere, tra gli altri si chiede: “Giovedì scorso è stato il turno di Shekari, oggi altri due ragazzi sono in attesa della pena di morte. Per non parlare degli oltre 500 ammazzati nelle strade, tra cui decine di bambini. Che cosa deve succedere in Iran perché l’Europa, l’America e tutti gli altri Paesi la smettano di stringere le mani del dittatore Khamenei?”.
Proseguono intanto le proteste anti-ayatollah. Un’altra artista esule, Shirin Neshat, dice alla Stampa: “Questi ultimi giorni sono cruciali: nonostante le atrocità perpetrate dal governo la gente continua a ribellarsi. E le comunità iraniane nel mondo fanno pressione per chiudere le ambasciate all’estero”.
Sconcerto a Roma per il saluto fascista di 13 ex studenti davanti all’Istituto San Giuseppe De Merode, scuola del centro storico che durante la guerra accolse 40 ebrei perseguitati. “Un mito del nostro tempo è che il neofascismo sia una conseguenza del disagio sociale. Le periferie che non votano più a sinistra e ampi strati di popolazione precari dal punto di vista economico che si rifugiano nell’intolleranza e nelle ideologie reazionarie e violente del passato. Ma tutto ciò ha niente a che vedere con questi ragazzi”, il commento dell’assessore comunale Tobia Zevi sulle pagine romane di Repubblica.
Nella cronaca nera la sparatoria di Colle Salario in cui tre donne sono rimaste uccise. I quotidiani riferiscono della fascinazione provata dal killer verso il nazifascismo. Sul suo profilo social “foto di soldatini di Hitler e Mussolini, una medaglia col fascio littorio e il motto ‘Molti nemici molto onore’” (La Stampa).
Sono stati i figli Ariel ed Emanuele a ritirare il premio internazionale del Centro Culturale Primo Levi di Genova conferito quest’anno, in memoria, al suo fondatore Piero Dello Strologo. “Per mio padre tutto si poteva ottenere, bastava osare” la testimonianza di Ariel, menzionata tra gli altri da Repubblica. A caratterizzare la cerimonia, nella cornice del Palazzo Ducale, “non solo il ricordo e l’omaggio”, ma anche l’impegno a dare continuità al suo lascito.
“Lo sfoggio della bandiera palestinese e i danni in Europa consentono agli estremisti di ‘elevare’ i magrebini a squadra della rivincita araba”. È la tesi sostenuta da Libero in merito ai successi dei “Leoni dell’Atlante” al Mondiale.
Delle imprese del Marocco parla con ben altri toni (“Il calcio dà emozioni e regala orgoglio”) lo scrittore Tahar Ben Jelloun, intervistato dalla Gazzetta dello sport. L’intellettuale condanna anche il recente raid neofascista di Verona contro alcuni tifosi della squadra nordafricana in festa: “Imbecilli, neofascisti, guastafeste, sono ovunque. La polizia dovrebbe essere più vigile”.
Il Quotidiano Nazionale presenta “Le pietre di Gerusalemme. D’oro, di rame, di luce e di sangue”, scritto tra ’67 e ’69 da Fosco Maraini. Nell’introduzione di Franco Cardini, cui si dà evidenza, si sostiene che “troppe volte la luce che inonda la Città di David ha acquistato i riflessi del fuoco e del sangue”.
Si svolgerà mercoledì la premiazione del FiuggiStoria. Tra i vincitori, segnala il Messaggero, Gianluca Fantoni con la sua Storia della Brigata ebraica.
Adam Smulevich
(12 dicembre 2022)