Il Qatargate
e il “lobbista iraniano”
Continua a tenere banco l’inchiesta sul cosiddetto Qatargate.
Tra i nuovi nomi di cui si occupano i giornali c’è quello dell’analista Eldar Mamedov, nell’orbita dell’Alleanza progressista dei Socialisti e dei Democratici. “Un ‘lobbista iraniano’ è la definizione generale di questo personaggio ben conosciuto a Strasburgo e Bruxelles”, si legge sul Corriere. Che poi aggiunge: “Gli europarlamentari del gruppo ricordano come ogni volta che uno di loro si esprimeva in termini severi sul Qatar, come noto uno degli alleati principali dell’Iran, Mamedov interveniva cercando di ammorbidire la sua posizione. Spesso riuscendo nel suo intento”. Iran che, in queste settimane di protesta e repressione, resta al centro delle cronache. Repubblica tra gli altri si occupa della figura di Abolqasem Salavati, il giudice a capo della sezione 15 del Tribunale rivoluzionario islamico di Teheran. “Del suo passato si sa pochissimo: nessuna notizia su dove sia nato o su quale formazione legale abbia. A essere certa – si sottolinea – è la drammatica conta delle sentenze di condanna a morte o di lunga prigionia che portano la sua firma”.
Nella sede dell’Ordine dei giornalisti del Lazio risalta da ieri una targa in ricordo dei giornalisti e tipografi ebrei espulsi dal fascismo. Nell’occasione la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta in apertura di cerimonia, ha definito le leggi antisemite del ’38 il “punto più basso della storia italiana”. La premier, davanti alla sede dell’Ordine, ha anche parlato di antisemitismo “ancora presente tra noi” in diverse modalità. Secondo Elena Loewenthal, che commenta le sue considerazioni sulla Stampa, “difficile, se non impossibile, usare parole più chiare e condivisibili”. Essere ebrei oggi in Italia, aggiunge, “è una condizione abissalmente lontana da quella del 1938, questo è innegabile; ma da sempre l’antisemitismo e prima ancora l’antigiudaismo rappresentano l’archetipo del pregiudizio, lo specchio contro il quale l’odio verso l’altro da sé si riverbera in una miriade di forme e manifestazioni”.
Virali le immagini di un camion con l’effige di Mussolini sulle portiere e la scritta ‘Duce’, davanti all’hotel Bauer a Venezia. Sul posto sono entrate in azione le forze dell’ordine, “che hanno avviato accertamenti, perché ci potrebbero essere gli estremi per valutare una denuncia di apologia di fascismo” (Corriere)
Il capo del Mossad David Barnea ha reso noto i contenuti dell’ultimo messaggio inviato da Eli Cohen, il celebre agente assassinato pubblicamente in Siria nel ’65. “Fu catturato per il semplice fatto che le sue trasmissioni furono intercettate e ‘triangolate’ dal nemico. Questo è ormai un dato di intelligence” il commento di Barnea, segnalato dal Quotidiano Nazionale.
Repubblica anticipa il testo di una riflessione del gesuita Antonio Spadaro sul prossimo numero di Civiltà Cattolica. Riferendosi ai “mercanti del Tempio” della tradizione evangelica, tra l’altro sostiene: “I mercanti si vantano di essere ‘al servizio’ del religioso. Spesso offrono scuole di pensiero o ricette pronte all’uso e geolocalizzano la presenza di Dio, che è ‘qui’ e non ‘lì’. O futuro o merce. O possibilità o commercio”.
Avvenire fa il punto sull’ultima edizione dei Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli: “In crescita, e molto apprezzata, la presenza giovanile”.
Su Domani un intervento di Davide Assael su “L’ordinario antisemitismo di Chef Rubio e il sionismo”, ispirato dalla recente denuncia di Liliana Segre.
Adam Smulevich
(14 dicembre 2022)