“Iran, questa è una rivoluzione”

Anche oggi nelle prime pagine dei giornali si trova spesso l’Iran. Le vicende di cui più si parla sono l’uccisione della dottoressa Aida Rostami, che curava i manifestanti feriti e che il regime avrebbe assassinato in carcere dopo terribili violenze, e il fermo dell’attrice Taraneh Alidoosti, tra le artiste più popolari del Paese, invisa agli ayatollah per le sue posizioni pro-manifestanti. “L’elenco dei crimini di Stato è una lista in aggiornamento continuo”, chiosa tra gli altri Repubblica. Tra le voci ascoltate dai media quella di Ramin Bahrami, noto musicista, che all’Espresso dice: “È in corso una rivoluzione, ne ha tutti i caratteri. E ha il sapore della libertà. Non va letta come una sommossa, non lo è più. Stavolta possono farcela, perché il regime perde consenso”. Oltre 260mila persone, rende noto La Stampa, hanno aderito all’appello lanciato dal quotidiano per la liberazione di Fahimeh Karimi, compagna di cella della travel blogger romana Alessia Piperno, “allenatrice di pallavolo e madre di tre bambini, arrestata due mesi fa e condannata a morte”. 

Inaugurata, alle Scuderie del Quirinale, la mostra “Arte liberata” in ricordo dei Monuments Men italiani. Ne scrive il Sole 24 Ore, in un testo a firma dei curatori in cui si loda la “lungimiranza” di figure come il ministro Bottai nel cercare di mettere in salvo il patrimonio architettonico e culturale a partire dal 1938. Un anno che vide Bottai impegnato anche in altre faccende di cui non si fa menzione. Come l’espulsione degli ebrei da scuole e università. 

“Dacché Giorgia Meloni cerca di impossessarsi della figura dell’antifascista Mattei per farne un’icona del suo sovranisno, cosa c’è di meglio di una spolverata di revisionismo storico per completare l’opera? Un po’ come quando condanna le leggi razziali trascurando di citare chi le ha promulgate”. Così Gad Lerner, sul Fatto Quotidiano, nel commentare un rapporto della Cia segnalato ieri da Repubblica secondo il quale il fondatore dell’Eni sarebbe stato fascista e si sarebbe finto partigiano pagando la Dc.
A Repubblica la nipote Rosangela oggi racconta: “Nessun elemento è stato mai trovato che lo ricolleghi al fascismo. Ma conservo migliaia di carte che attestano invece il suo ruolo nella Resistenza”.

Il Corriere Fiorentino intervista Noa, che in serata si esibirà a Siena. “Sono consapevole che forse non vedrò la pace tra Israele e Palestina nella mia vita, ma non rimpiango un solo momento del lavoro e del sacrificio che ho fatto per questa causa”, dichiara l’artista israeliana.

Stasera, nell’occasione del periodo festivo, Canale 5 trasmetterà uno speciale dedicato a Gerusalemme. L’approfondimento si svilupperà a partire “dall’altopiano di Masada alla scoperta di Israele, territorio in cui si fondono storia, religione, tradizioni millenarie” (Messaggero).

Adam Smulevich

(18 dicembre 2022)