Argentina sul tetto del Mondiale,
l’entusiasmo dei fan israeliani

Dopo vari tentativi andati a vuoto Lionel Messi è riuscito nel suo obiettivo di vincere un Mondiale, suscitando reazioni euforiche tra gli amanti del pallone a ogni latitudine. Anche Israele, dove la “pulce” è popolarissima, non ha mancato di celebrare questo appuntamento con la Storia (perlomeno del calcio). Festa in particolare per i tanti ebrei d’origine argentina che vivono nel Paese. Dalle grandi città ai kibbutz come Or Haner, nel sud d’Israele, fondato da migranti giunti da Buenos Aires e dintorni. Una radice avvertita con particolare senso di appartenenza. “Abbiamo sognato a lungo questo giorno. Una vittoria che meritavamo, come squadra e come nazione” le parole di un residente, riportate dalla stampa israeliana.
Tra le voci della festa argentina quella di Andrés Cantor, popolarissimo commentatore di Telemundo, le cui esultanze dopo i goal della Seleccion sono ormai leggenda. Ieri sera la più significativa e attesa da un popolo. Un “Goooooool” che ha fatto il giro del mondo quello urlato al microfono dal figlio di due sopravvissuti alla Shoah di origine est-europea che ha tra i suoi estimatori un’altra voce niente male come David Letterman (che lo ha spesso invitato al suo show).
Scorrono intanto sugli schermi televisivi le immagini di Messi durante alcune sue apparizioni israeliane per partite di calcio e progetti sociali: dall’incontro con Shimon Peres, che non avrebbe resistito alla tentazione di palleggiare insieme al suo beniamino, proclamandolo poi “ambasciatore di pace”. A una sua sosta in preghiera al Kotel, il Muro Occidentale. Cartoline da sempre nel cuore dei fan locali e oggi rispolverate nel momento in cui l’Argentina torna dove mancava da 36 anni.

(Nell’immagine: la proiezione della finale nella residenza del Presidente israeliano Isaac Herzog)