Lacrime e fiamme

Vari giornali tornano sull’accensione della Chanukkiah che ha avuto per protagonista la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Lei e Dureghello – riporta tra gli altri Il Foglio – sembrano avere una consuetudine telefonica e un’intesa ‘da donna a donna’. L’incontro è andato in scena in una cornice geopolitica sfuggita ai più. La premier si è portata con sé i pezzi più importante della sua famiglia politica. E cioè di Fratelli d’Italia: il ministro plenipotenziario Francesco Lollobrigida e il sottosegretario a Palazzo Chigi, braccio ambidestro, Giovanbattista Fazzolari. Alla cerimonia c’erano, tra gli altri, l’ambasciatore israeliano Alon Bar e quello facente funzioni degli Usa Shawn Crowley”. Critica la lettura del Fatto Quotidiano, che parla di “sceneggiatura ghiotta e straniante: la donna di destra, che non ha mai rinnegato il fascismo (di cui anzi dichiarò, giovanissima, di ammirare il capo), si scioglie in lacrime durante l’accensione della seconda candela di Chanukkah e fa un discorso in cui definisce le leggi razziali ‘un’ignominia’; un ottimo quadretto di conciliazione natalizia”. Meloni, prosegue il Fatto, “non attribuisce a nessuno la responsabilità delle leggi razziali, tantomeno al fascismo, che manco nomina; anzi, con una chiosa kitsch dice: ‘Tutte le tenebre del mondo non possono spegnere la fiamma della candela’, un po’ di pubblicità gratis al simbolo del suo partito, la bara ardente di Mussolini, lo stesso dell’Msi di Almirante redattore capo della rivista La difesa della razza”. Le lacrime di Meloni, secondo il Fatto, sarebbero pertanto “una ignobile farsa”. Così invece il Giornale: “Ci avvertivano: in caso di vittoria, la Meloni avrebbe riportato l’Italia indietro di cent’anni, dritta al Ventennio. Alcuni, i più preoccupati, azzardavano addirittura parallelismi col Reich. Tutti, lì nella cricca radical chic (antifascista di professione), concordavano: i diritti sarebbero finiti al macero; la Costituzione sarebbe stata stralciata. Così non è stato”. Secondo Domani, la premier “continua a criticare i provvedimenti peggiori del regime ma omette il contesto e i responsabili”. In questo senso “le parole di Meloni, anche se accompagnate da lacrime, sono prive di quel significato che dovrebbero avere e che vorrebbe rappresentare: solo retorica ad uso pubblico”.

La dinamica della cerimonia è stata contestata, tra gli altri, da Gad Lerner. Alcuni giornali di destra lo attaccano. “Lerner sputa veleno sulle lacrime della Meloni”, titola il Secolo d’Italia. “Le lacrime di Meloni per gli ebrei? Alla sinistra dei Lerner non basta”, la scelta del Giornale. Scrive Libero: “Per Lerner la Meloni sbaglia pure se piange”. Nell’articolo, a firma di Francesco Storace, si sostiene che quella di Almirante razzista sia “una favoletta”.

Il regime talebano ha ristretto la frequentazione delle università ai soli uomini. “Un altro passo verso la cancellazione totale delle donne”, sottolinea La Stampa. Un macigno, rileva Repubblica, “sul presente e sul futuro dell’intero popolo di questa nazione oppressa da decenni di guerre e terrore”.

Un tribunale tedesco ha riconosciuto la 97enne Irmgard Furchner colpevole di concorso nel massacro di oltre 10mila persone nel lager nazista di Stutthof. Di anni ne aveva 18 “quando con burocratica solerzia facilitava la macchina della morte, lavorando come stenografa personale del comandante” (Corriere).

“Israele ora è in una situazione molto brutta. Dobbiamo lottare per salvare il nostro Paese dalle minacce degli estremisti che cercano di trascinarlo verso la dittatura teocratica”. A dirlo, in una intervista con Avvenire, l’artista Noa.

Avvenire recensisce Camminare nel tempo (ed. Giuntina), raccolta di lezioni sulla Torah a cura del rav Roberto Della Rocca. Si tratta, viene evidenziato, di “riflessioni sintetiche ma sempre puntuali, che vengono a scandire l’esistenza quotidiana del popolo di Israele”.

Adam Smulevich

(21 dicembre 2022)