Chanukkah illumina le città calabresi
“Rafforziamo insieme un ponte”

Nel 1983, in circostanze fortuite, vennero alla luce i resti della sinagoga di Bova Marina. Datata dagli esperti tra il quarto e quinto secolo, rappresenta una delle più antiche testimonianze di presenza ebraica non soltanto in Calabria ma in tutta Italia ed Europa. Un patrimonio storico, ma anche un luogo dove costruire nuovi progetti di consapevolezza rivolti al futuro. Per la prima volta dopo secoli, quella stessa area è tornata infatti ad accendersi con le luci di una Chanukkiah in ferro battuto, realizzata secondo i canoni estetici del candelabro che appare nel mosaico della sinagoga calabrese. L’accensione del quarto lume, alla presenza di numerose autorità locali, ha rappresentato uno degli eventi più significativi nel quadro delle molteplici accensioni che stanno illuminando le città della Calabria con il contributo di Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Comunità ebraica di Napoli. A completare la giornata due eventi tenutisi a Nicotera in serata: prima è stato presentato un annullo filatelico in ricordo della cacciata degli ebrei, avvenuta con gli editti di espulsione cinquecenteschi, mentre in seguito è stata conferita la cittadinanza onoraria del Comune alla presidente UCEI Noemi Di Segni.
“Nuovi segnali importanti da un territorio che appare intenzionato a riscoprire la propria radice ebraica dopo secoli di cancellazione e oblio” rileva il vicepresidente UCEI Giulio Disegni, intervenuto all’accensione assieme al rabbino capo di Napoli rav Cesare Moscati e al delegato per la Calabria della Comunità napoletana Roque Pugliese. “C’è grande sete di conoscenza e un genuino impegno che vede protagonista anche una nuova generazione di studiosi motivati. Un processo in divenire – il suo pensiero – che le istituzioni dell’ebraismo italiano sono chiamate ad accompagnare rafforzando relazioni e progetti”. Dalle cerimonie di questi giorni traspare d’altronde “la consapevolezza che la storia della presenza ebraica in Calabria non è qualcosa cui si guarda come un ‘altro’ da sé, ma un elemento che si riconosce radicato anche nelle strade e nella toponomastica”.
Ad evidenziarlo anche il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che in un messaggio inviato agli organizzatori parla di “evento storico” e di “legame autentico e antico, che vive da secoli dentro alle nostre comunità e si alimenta ancor di più oggi”. Aggiunge al riguardo Occhiuto: “Siamo la regione che ha più giudecche in Italia; abbiamo il cedro, un frutto che è citato ben settanta volte nella Bibbia e che è divenuto uno dei simboli della Calabria; tanti cognomi calabresi sono fra i più importanti della comunità ebraica”. Di recente, ha poi ricordato, “ho chiesto un incontro al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per dare la possibilità alla Calabria di ospitare il commentario di Rashì al Pentateuco, il primo libro stampato con caratteri mobili, oggi esposto nella biblioteca Palatina di Parma: un libro che rappresenta un primato assoluto e che denota l’immediato adeguamento che c’era nella città di Reggio al progresso del tempo e la vivacità culturale di una comunità ebraica colta”. Occhiuto spiega ancora di ritenere “che l’ebraismo in Calabria sia stata una presenza assai connaturata nel tessuto sociale e politico” e che la cacciata degli ebrei dopo un lungo radicamento territoriale “abbia rappresentato un’occasione persa per sviluppare un dialogo fecondo tra culture diverse”. L’obiettivo, ora, al fianco delle istituzioni ebraiche, “è costruire un nuovo ponte, forte e duraturo”.
(Nelle immagini: l’accensione a Bova Marina; il conferimento della cittadinanza onoraria di Nicotera; l’annullo filatelico presentato in Comune)