L’UCEI al funerale di Ratzinger
“Sua visita in sinagoga toccante”

L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane parteciperà ai funerali del papa emerito Joseph Ratzinger insieme all’Assemblea Rabbinica Italiana. Ad annunciarlo, in un’intervista con la Radio Vaticana, la Presidente UCEI Noemi Di Segni. Nel colloquio con l’emittente cattolica la Presidente UCEI ricorda Ratzinger come “un interlocutore che ha scelto di operare su di un tipo di ascolto molto elevato, alto nei contenuti e nella riflessione religiosa, cercando di cogliere comunanze teologiche, e considerando anche le fonti ebraiche come fonti di ispirazione per il percorso della Chiesa”. Significativa in questo percorso la sua visita al Tempio Maggiore di Roma: “Si entra nella casa dell’altro in punta di piedi, sapendo che ogni parola che verrà detta sarà scrutinata e ascoltata con estrema attenzione. Il mondo ebraico, specialmente quelli italiano e romano, avendo vissuto per 2000 anni questa vicinanza con la Chiesa, forse ha una sensibilità ancora più alta, più elevata, e quindi era veramente delicatissimo questo momento. Ricordo bene anche il saluto ai sopravvissuti che erano presenti al Tempio, molto toccante, un momento solenne, si sa che nella vita non è un’occasione così frequente, si era quindi nella consapevolezza che si stava vivendo un momento storico, e così è come lo vediamo adesso”.
Nella nota emessa dall’UCEI dopo la scomparsa di Benedetto XVI tra l’altro si sottolineava: “L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane intende esprimere la sua vicinanza a papa Francesco, ai vertici della Chiesa e all’intero mondo cattolico per la scomparsa del papa emerito Joseph Ratzinger. Una grande figura di leader spirituale, capace di lasciare un segno profondo con la sua opera, che ricordiamo anche per l’incontro di cui fu protagonista con l’ebraismo romano e italiano varcando la soglia del Tempio Maggiore della Capitale nel gennaio del 2010. Secondo papa nella storia a compiere un gesto dalla valenza anche simbolica e universale nel solco tracciato 24 anni prima, in una indimenticabile giornata di aprile, da Karol Wojtyla e rav Elio Toaff”. E ancora: “Fondamentali, per rafforzare l’impegno comune nel dialogo e nella lotta contro ogni distorsione e pregiudizio, anche la visita al Muro del Pianto a Gerusalemme, nell’anno del giubileo, e poi la tappa ad Auschwitz-Birkenau. Un papa che ha mostrato coraggio e coerenza nelle sue scelte. Anche alla luce di ciò, sono pertanto profonde la commozione e la riconoscenza nel salutare un personaggio che ha fatto la Storia e seminato le basi per un futuro migliore, non soltanto per la Chiesa”.