“Ratzinger molto chiaro sull’ebraismo”
Inizieranno a breve i funerali del papa emerito Joseph Ratzinger.
“È stato soprattutto uno studioso, in particolare un grande conoscitore, un appassionato ai testi. Poi, nonostante apparisse un conservatore, in alcuni casi è stato un innovatore. Nel rapporto con l’ebraismo disse delle cose molto chiare”, l’apprezzamento del rabbino capo di Milano e presidente dell’Assemblea rabbinica italiana rav Alfonso Arbib in una intervista con Avvenire. “Per dialogare – aggiunge il rav – bisogna conoscere con chiarezza le differenze. Credo che Ratzinger avesse molto ben presente la necessità di valorizzare le diversità”. Alla cerimonia, riporta ancora Avvenire, “è prevista la presenza di Noemi Di Segni a capo di una delegazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, di cui è presidente, e con membri dell’Assemblea rabbinica italiana”. Il quotidiano cattolico segnala una sua intervista alla Radio Vaticana sulla figura di Ratzinger e l’apprezzamento manifestato da Di Segni per “un interlocutore che ha scelto di operare su di un tipo di ascolto molto elevato, alto nei contenuti e nella riflessione religiosa, cercando di cogliere comunanze teologiche, e considerando anche le fonti ebraiche come fonti di ispirazione”. Parteciperà al funerale – segnalano alcuni quotidiani, tra cui il Corriere – anche “una delegazione della Comunità ebraica di Roma”. Sul Foglio una testimonianza (“Rileggendo Ratzinger”) del giurista ebreo Joseph Weiler, recente vincitore del premio intitolato a Benedetto XVI. Mentre sull’Osservatore Romano (“Una voce coraggiosa in Terra Santa”) il patriarca di Gerusalemme dei latini Pierbattista Pizzaballa ricorda la sua visita del 2009.
Resta in cella il clochard polacco ritenuto responsabile dell’accoltellamento della turista israeliana Abigail Dresner. Per il gip Natalia Imarisio “non ci sono dubbi sulla sua identificazione e sull’accusa di tentato omicidio: per questo motivo, su richiesta del pm Enrico Pavone, il giudice ha convalidato l’arresto e disposto che resti a San Vittore” (Corriere). Contro Chomiak, secondo i magistrati, un “quadro indiziario possente e univoco”. Riferisce Il Messaggero: “La vittima, ascoltata in ospedale, ‘ha ipotizzato che l’aggressione potesse essere scatenata dalla sua nazionalità israeliana’, scrive il gip, che tuttavia non contesta l’aggravante razziale”.
Alcune caricature contro l’ayatollah Khamenei e le brutalità del regime scatenano la rabbia dell’Iran contro Charlie Hebdo e le istituzioni francesi. La Francia avrebbe optato “per la cattiva strada”, l’accusa del ministro degli Esteri iraniano. Una minaccia “che fa ancora più paura se di mezzo c’è un giornale attaccato più volte” (La Stampa).
“In una delle vignette selezionate dalla redazione – racconta Repubblica – Khamenei indossa un turbante con una miccia accesa, in un’altra un gruppo di atlete alza la sua testa come un trofeo. Le figure femminili, in prima linea nella protesta contro il regime, sono molto presenti nelle vignette”.
Esce oggi con Feltrinelli, a un anno dalla scomparsa, una raccolta di riflessioni e interventi di David Sassoli. Su Repubblica uno stralcio dell’orazione tenuta a Marzabotto nel 2019, nell’anniversario della strage. “La seduzione ideologica e diabolica dei fascismi e del nazismo – le parole pronunciate allora da Sassoli – deve essere evocata, ricordata, studiata, compresa, condannata ovunque, soprattutto lontano da questi luoghi”. È nelle facoltà di Scienze, ad esempio, “che andrebbe messa una lapide che dica: ‘Erano scienziati coloro che firmarono il manifesto della razza (e scienziati tanti dei perseguitati)’”.
Adam Smulevich
(5 gennaio 2023)