La tregua contestata
e il lavoro delle diplomazie

È una “tregua della discordia” (come titola Repubblica) quella annunciata da Vladimir Putin per il Natale ortodosso. Una trappola, secondo Zelensky. Un tentativo da parte di Mosca di prendere fiato, afferma Biden. Nel mentre le diplomazie, anche quella israeliana, sono al lavoro. Secondo Repubblica le relazioni personali tra Putin e Netanyahu potrebbero “aprire un canale di comunicazione alternativo a quello portato avanti da Erdogan”. La strada per un accordo tra le parti deve però essere ancora tracciata “e resta più lunga degli 800 chilometri di trincee dove 400mila uomini si sparano addosso tutti i giorni”. L’annuncio di Putin, rileva il Corriere, è arrivato poche ore dopo che il capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill, aveva chiesto un cessate il fuoco e una tregua natalizia. In una dichiarazione “Kirill aveva fatto appello a ‘tutte le parti coinvolte nel conflitto’ in modo che ‘gli ortodossi possano assistere alle funzioni la vigilia di Natale e il giorno della Natività di Cristo’, parole molto simili a quelle poi pronunciate dal Cremlino a conferma che l’asse Kirill-Putin è più saldo che mai”. Con l’obiettivo comune, tra gli altri, di “spezzare definitivamente la Chiesa ortodossa ucraina”.

Francesco Merlo, parlando su Repubblica dei funerali di Ratzinger, sostiene che Bergoglio avrebbe consegnato il suo predecessore “al dibattito intellettuale, una biglia di ghiaccio in perenne movimento, materia controversa da interpretare per i devoti, gli studiosi, i vaticanisti, i capi di Stato, e ovviamente i nemici e gli avversari, gli ortodossi, gli islamici, gli ebrei, i taoisti, i buddisti, tutti quelli che credono di essere loro i veri rappresentanti di Dio in questa terra, in questo pianetuncolo”.

Il giudice sportivo ha disposto la chiusura della Curva Nord per un turno dopo i cori razzisti da parte di alcuni tifosi della Lazio contro i giocatori del Lecce Banda e Umtiti. Indagini sono inoltre in corso per un altro episodio relativo a possibili cori razzisti di tifosi napoletani contro l’interista Lukaku.
La Gazzetta dello sport segnala le parole di condanna della presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello: “Quanto ancora deve durare la presenza dei razzisti negli stadi? A novembre ci furono i cori antisemiti nel derby, ieri quelli contro Banda e Umtiti. Il calcio non può continuare a far finta di nulla”.

Sul Foglio la traduzione di un editoriale di Matti Friedman sull’evoluzione politica di Israele pubblicato da Tablet Magazine. Nell’articolo si definisce il ministro Ben Gvir “un provocatore razzista ai margini della destra, che di recente era fuori dalla portata anche degli elettori del Likud”. Secondo Friedman “le sue minacce allo status quo sul Monte del Tempio mettono a rischio i nostri nuovi preziosi legami con parte del mondo musulmano sunnita e potrebbero provocare uno spargimento di sangue”.

Minacce social a un disegnatore italiano. L’uomo, 59 anni, della provincia di Arezzo, “è l’autore di una delle 35 immagini pubblicate dal settimanale satirico francese Charlie Hebdo contro la dittatura iraniana che hanno fatto infuriare Teheran” (Corriere).

Su Domani un intervento di Anna Foa e Lucetta Scaraffia su pedofilia e abusi nel clero. Un tema, si legge, di cui “si parla poco e malvolentieri”.

Adam Smulevich

(6 gennaio 2023)