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Brasile, attacco
alla democrazia

Migliaia di sostenitori dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro hanno superato ieri le barriere di sicurezza e assaltato Parlamento, edificio presidenziale e sede del Tribunale supremo federale a Brasilia. Come accaduto a Washington con i sostenitori di Trump, anche in Brasile dunque i manifestanti hanno attaccato i palazzi che rappresentano il potere, sostenendo che l’elezione di Lula – in carica da otto giorni – sia illegittima.
In un intervento televisivo alla nazione, racconta La Stampa, lo stesso Lula ha condannato l’attacco alle istituzioni dei “fanatici fascisti”, affermando che “tutti i responsabili di atti terroristici saranno identificati e puniti”. Il presidente brasiliano ha anche criticato la polizia militare e annunciato un decreto che di fatto esonera il governatore del Distretto federale, Ibaneis Rocha, che molti accusano di essere vicino a Bolsonaro, e dà pieni poteri al governo federale sulla capitale.
“Il comune denominatore è l’atteggiamento eversivo di chi non accetta il responso delle urne. – sottolinea Federico Rampini sul Corriere parlando dell’assalto di Brasilia – Questi comportamenti criminali puntano a distruggere un fondamento della democrazia, che è il riconoscimento della legittimità dell’avversario”. L’ex presidente Bolsonaro intanto era lontano, in Florida. Ha preso le distanze dall’assalto, ma, scrive Gianni Riotta su Repubblica, “la macchina della destra brasiliana si mobilitava da settimane per scatenare i disordini”. Riotta traccia poi un parallelismo tra Brasilia, Washington e l’attacco fascista alla Cgil dell’ottobre 2021 a Roma. “Meditando su Brasilia, su Capitol Hill e sui nostri estremisti, nessuno pensi – si legge – di esser immune dal bacillo dell’odio, che dal web si ramifica in manganelli e assedi”.

Per l’Iran. Il giocatore della nazionale iraniana Mehdi Taremi si è espresso pubblicamente contro l’esecuzione di due manifestanti compiuta dal regime di Teheran. “La giustizia non può essere fatta con un cappio”, ha scritto Taremi. Il giocatore, racconta Repubblica, non può essere considerato un oppositore. “Qualche anno fa fu persino investito dalle critiche per aver condiviso un post antisemita della guida suprema Khamenei, poi rimosso. Ma – l’analisi del quotidiano – proprio per questo le sue parole pesano, fanno rumore, raccontano di una ribellione ormai trasversale che riguarda anche chi fino ad oggi non ha messo in discussione il Sistema”. Intanto dall’Italia continua la campagna de La Stampa a favore dei manifestanti anti-regime: “Siamo tutti iraniani”, si legge in prima pagina sul giornale torinese, che racconta la presentazione simbolica ieri davanti all’ambasciata iraniana a Roma di 300mila firme in solidarietà con chi lotta conto la repressione del governo degli Ayatollah. A La Stampa lo scrittore Roberto Saviano afferma che l’Italia dovrebbe ritirare il suo di ambasciatore per dare un segnale forte a Teheran. Nelle stesse pagine viene inoltre pubblicato un intervento a firma dello studente egiziano Patrick Zaki in solidarietà con i giovani iraniani: “La mia generazione sa lottare. – afferma Zaki, imprigionato in Egitto per 22 mesi e ancora sotto processo – Carcere e torture non ci fermeranno”.

Germania, terrorista arrestato. Un cittadino iraniano di 32 anni è stato arrestato dalla polizia tedesca con l’accusa di voler compiere un attentato terroristico di matrice islamista. Secondo gli inquirenti, stava pianificando un attacco con veleni mortali come il cianuro e la ricina, scrive Domani. Sul movente le autorità stanno ancora verificando la matrice islamistq. “Non si esclude nessuna pista, neanche quella di una possibile operazione dei servizi segreti iraniani per colpire un dissidente residente in Germania”.

Scontri ultrà. In Italia a far discutere è l’ennesimo caso di violenza che coinvolge tifoserie calcistiche. Questa volta a scontrarsi sono stati ultras di Napoli e Roma sull’autostrada vicino a Arezzo. “Un’ora di guerriglia fra le corsie dell’autostrada, con sassi e bengala lanciati da una parte all’altra delle carreggiate, con il rischio di colpire i veicoli in transito e causare un incidente o addirittura di scatenare un incendio fra le pompe di benzina. – la ricostruzione del Corriere – Follia allo stato puro, che ha coinvolto 350 tifosi del Napoli, diretti a Genova su decine di minivan per il match con la Sampdoria, e circa 200 romanisti che dovevano recarsi a Milano per l’incontro con i rossoneri al Meazza”. A proposito di violenza e calcio, il Giornale segnala come non sia servito squalificare la curva della Lazio per i cori razzisti intonati da alcuni tifosi della squadra a a Lecce. Da un altro settore dello stadio infatti ieri si è sentito nitidamente un coro antisemita.

Anniversari e orari. Il critico televisivo del Corriere Aldo Grasso ricorda i 50 anni dalla prima messa in onda sulla Rai delle rubriche “Sorgente di vita” e “Protestantesimo” (4 gennaio 1973): la prima dedicata alla vita ebraica e realizzata in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – che al teatro Ghione a Roma ne festeggia questa sera l’anniversario -, la seconda al mondo protestante e legata alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. “Rappresentano appuntamenti di raro spessore culturale in cui si affrontano temi di grande interesse, un felice esempio di come il servizio pubblico possa ancora adempiere a uno dei compiti che gli sono propri: la tutela delle minoranze religiose”, scrive Grasso. “All’inizio, le rubriche venivano trasmesse in seconda serata, alle 22,30. – ricorda il critico – Poi hanno cominciato a scivolare lungo i meandri della programmazione, in orari sempre meno agevoli”. Per Grasso, in tema di programmazione, “l’auspicio è che in Rai il dialogo interreligioso trovi una collocazione più consona perché non cessi il dialogo sull’ecumenismo, sulla concordia fra i popoli intesa anche come valore religioso e non solo come negoziazione politica”.

Segnalibro. Si intitola Foto di classe senza ebrei (Biblion) il lavoro che documenta gli effetti delle leggi razziste del 1938 in diciassette istituti scolastici milanesi, attraverso gli archivi degli istituti, che conservano registri, circolari e verbali. A presentare oggi il volume, Repubblica Milano.

Termini. Dal 31 dicembre scorso, quando Abigail Dresner, 24 anni, turista israeliana è stata accoltellata dal senza tetto polacco Aleksander Mateusz Chomiak, la vigilanza all’esterno della stazione Termini a Roma è stata rinforzata. Lo racconta il Corriere nelle pagine locali, segnalando come la giovane israeliana aggredita sia fuori pericolo, ma è ancora ricoverata al Policlinico Umberto I con un polmone perforato. La 24enne, riporta il quotidiano, è “stata presa di mira dal clochard forse dopo una discussione cominciata in strada per l’elemosina non concessa o per una scritta pubblicitaria in ebraico, secondo quanto raccontato proprio dalla vittima, sulla borsa che portava a tracolla. Ipotesi, comunque, giudicata non attendibile dal gip di Milano che ha convalidato l’arresto di Chomiak”.

In ricordo di Mario Fiorentini. Sulle pagine romane di Repubblica un ritratto di Mario Fiorentini, matematico di fama internazionale nonché il partigiano più decorato d’Italia. Era stato uno dei principali protagonisti della Resistenza nella capitale, alla guida del Gruppo di Azione Patriottica Antonio Gramsci. Il padre era ebreo e quando i nazisti fecero irruzione nell’appartamento dei suoi genitori, all’alba del 16 ottobre, Fiorentini si mise in salvo scappando per i tetti della Capitale.

Daniel Reichel