Sorgente di vita, i primi 50 anni

Al Teatro Ghione di Roma la festa per i primi 50 anni di “Sorgente di vita”, la rubrica di vita e cultura ebraica realizzata dalla Rai con la collaborazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Una serata “amarcord” con spezzoni di servizi, interviste, aneddoti, ma anche di riflessioni orientate al futuro e in particolare ai “prossimi 50 anni”. Intanto le immagini d’archivio, come il primo servizio del 4 gennaio del 1973 sul significato della Torah per gli ebrei, preceduto dalle parole dell’allora presidente UCEI Sergio Piperno Beer. “Conoscendoci meglio potremo tutti quanti dare un contributo non trascurabile alla riaffermazione dei valori comuni”, la speranza espressa nel suo saluto ai telespettatori. Da allora 1300 le puntate trasmesse, per un totale di circa 650 ore.
“Un costante esempio di quanto e come la cultura ebraica sia una fonte di vita che alimenta la cultura del Paese”, il messaggio della presidente UCEI Noemi Di Segni nel suo saluto. Cultura ebraica, ha poi aggiunto, che è anche “un esempio di fare e tramandare”. E che, nel caso di Sorgente di vita, vede la valorizzazione di “un legame speciale maturato negli anni tra UCEI e Rai”. Per Carlo Fuortes, amministratore delegato della Rai, “Sorgente di vita ha segnato, prima con la sua nascita e poi con il suo sviluppo, un salto di qualità nei rapporti tra l’ebraismo italiano e le istituzioni della Repubblica”. Favorendo in questo senso “un rafforzamento di consapevolezza sul mondo ebraico, con l’impegno a coltivare e approfondire”. Conoscersi e riconoscersi, ha sottolineato, “rappresenta lo strumento più efficace per combattere il pregiudizio”. È poi intervenuto il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha evidenziato come la cultura ebraica “costituisca un pilastro per l’Italia”. Uno stimolo fondamentale “in diversi fasi storiche, una sorgente che sgorga e che ha molto da insegnarci”. L’auspicio del ministro, in questa ottica, è che la rubrica possa trovare spazio in un orario del palinsesto “in cui possano vederla più persone”.
Sul palco, coordinati dalla giornalista Rai Francesca Nocerino, vari ospiti e relatori: Daniel Toaff, autore televisivo, ex dirigente Rai e regista a lungo del programma; la scrittrice e giornalista Lia Levi; l’autore storico Emanuele Ascarelli; la direttrice di Rai Cultura & Educational Silvia Calandrelli; l’attuale autore Marco Di Porto. Collegato a distanza il critico televisivo Aldo Grasso.
Molti i temi sul tavolo, dall’identità peculiare del programma alla sua evoluzione sia contenutistica che stilistica. Ad inframmezzare il tutto le rievocazioni di incontri e approfondimenti maturati nel corso di questi 50 anni. Dall’intervista a Primo Levi nel suo viaggio ad Auschwitz del 1983 ai reportage alla scoperta di realtà come quella degli ebrei d’Etiopia. E ancora: le manifestazioni di “marranesimo” nel Portogallo moderno, l’estrema destra alla ribalta in Germania, gli scrittori israeliani nelle loro storie e nei loro punti di contatto con l’Italia. Così Calandrelli nel guardare al futuro della rubrica: “I programmi funzionano quando ci sono passione e un dialogo costante: l’obiettivo è di continuare a far bene, andando a presidiare anche gli spazi del web”.
In platea molti ex operatori e redattori. Tra cui Piera Di Segni, responsabile di Sorgente di vita dal 2016 al 2021, che ha portato tra gli altri una riflessione sul valore archivistico del materiale raccolto e prodotto.