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I bambini e l’infanzia strappata

“Io e Andra siamo scampate alla prima selezione ad Auschwitz-Birkenau perché Mengele ci aveva scambiato per gemelle. E lui aveva bisogno di noi per i suoi esperimenti”. Davanti ai 750 studenti e a 550 scuole collegate a distanza, Tatiana Bucci ha raccontato ancora una volta la propria testimonianza di sopravvissuta. Ha spiegato come a lei e alla sorella Andra i nazifascisti strapparono l’infanzia, catturandole insieme alla madre e deportandole ad Auschwitz. Un destino tragico, condiviso con il cugino Sergio De Simone, a cui il Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – Meis ha voluto dedicare l’approfondimento per il 27 gennaio aperto alle scuole e intitolato “Il sorriso strappato. Bambini nella bufera”. Un incontro che ha portato centinaia di ragazzi ad ascoltare la voce di Tatiana Bucci dal palco del teatro Comunale di Ferrara. Al suo fianco il direttore del Meis, rav Amedeo Spagnoletto, lo storico Bruno Maida, docente dell’Università di Torino, e Silvia Cutrera esperta di Shoah e disabilità. “Anche quest’anno – le parole di Spagnoletto nel presentare l’iniziativa – il Meis dedica il Giorno della Memoria alle scuole e agli studenti. Le nuove generazioni sono a tutti gli effetti i testimoni del futuro che preserveranno e trasmetteranno il valore del Ricordo”.
Ai ragazzi si è rivolto anche il presidente del Meis, Dario Disegni, in apertura dell’incontro, ricordando la storia della giovanissima Elena Colombo, bimba di appena dieci anni assassinata ad Auschwitz il 10 aprile 1944. “Si tratta dell’unico caso documentato nella Shoah italiana di una bambina che ha dovuto affrontare da sola il calvario dell’arresto, della deportazione e dell’assassinio nel lager”, ha spiegato Disegni. A Forno Canavese, dove Elena Colombo fu arrestata, la scuola primaria ha deciso di portare il suo nome. “A lei è anche dedicato un cortometraggio, ‘La cartolina di Elena’, che andrà in onda il 27 gennaio su Rai 3”, ha aggiunto Disegni. Per poi rivolgersi agli studenti: “Spero che la tragedia di Elena e di tutti i bambini della Shoah contribuisca a farvi crescere come cittadini consapevoli, impegnati a difendere i valori dell’uguaglianza, della giustizia e della libertà, scritti nella nostra Costituzione, nata dalla Resistenza al nazifascismo”. Nata il 5 giugno del 1933 a Torino, Elena trascorse un’infanzia tranquilla e spensierata come quella di tanti bambini, fin quando la sua esistenza venne sconvolta dalla promulgazione delle leggi razziste e dalla conseguente politica discriminatoria e persecutoria che costrinse tutta la famiglia Colombo a scappare, prima a Rivarolo Canavese, e poi a Forno Canavese, dove l’8 dicembre del 1943 furono tutti arrestati. Per circostanze non ancora chiarite, mentre i genitori furono condotti subito al campo di sterminio di Auschwitz, sullo stesso treno di Liliana Segre, Elena fu affidata ad amici di famiglia con i quali restò per tre mesi prima di essere deportata anche lei ad Auschwitz. Lì troverà la morte lo stesso giorno del suo arrivo, il 10 aprile 1944. Aveva 10 anni e 10 mesi. “La cartolina di Elena”, in onda il 27 gennaio alle 16, è stato presentato in anteprima alle scuole di Roma nel corso di un evento che ha visto la presenza tra gli altri della presidente della Comunità ebraica cittadina Ruth Dureghello.
Ad esprimere un auspicio nel corso dell’incontro ferrarese – realizzato con l’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara e presto disponibile sul canale youtube del Meis – anche Tatiana Bucci. La Testimone, concludendo il tragico racconto di come lei la sorella sopravvissero agli aguzzini, mentre il cugino Sergio fu assassinato, ha ribadito come l’Italia debba ancora fare pienamente i conti con le sue responsabilità. “Noi italiani purtroppo non abbiamo ancora fatto i conti con il passato. A me basterebbe molto poco, non vorrei grandi discorsi, mi basterebbe che chi di dovere dicesse ‘eravamo dalla parte sbagliata’. Credo che tutti capirebbero quel che c’è da capire…”.