Tu Bishvat, una giornata per i giovani

Oltre cento bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni hanno partecipato a un’iniziativa dell’Ufficio Giovani Nazionale UCEI per Tu Bishvat, il capodanno ebraico degli alberi, con la presenza e il sostegno del Keren Kayemeth Le Israel e l’intervento degli educatori dei movimenti giovanili Hashomer Hatzair e Benè Akiva. Momenti ludici e di apprendimento hanno caratterizzato l’intensa giornata fiorentina, con attività differenti a seconda degli interessi e della fascia d’età. Nel giardino della sinagoga è stato poi piantato un mirto, nel segno di quella consapevolezza ambientale che la festa richiama e valorizza in molti significati.
A portare il saluto delle istituzioni ebraiche nazionali Sara Cividalli, assessore UCEI con delega ai rapporti tra l’Unione e le Comunità, che parla di “giornata entusiasmante e molto significativa, con tanti giovani sorridenti e partecipi; risultato di cui va dato merito a tutti coloro che si sono attivati per far sì che questo evento potesse essere organizzato nelle modalità in cui si è svolto: Genny Di Consiglio e lo staff dell’Ufficio Giovani, Valeria Milano del Keren Kayemeth Le Israel, il coordinatore del Talmud Torà fiorentino Mendy Haddad”. Si tratta, sottolinea Cividalli, di un evento che conferma “il valore di certe occasioni d’incontro per grandi e piccini” e “il rafforzamento di una vera e propria rete di rapporti intercomunitari, di cui tocchiamo con mano i risultati: ieri a Firenze e auspicabilmente anche al prossimo campeggio invernale per famiglie organizzato dall’UCEI; momenti di confronto e crescita per tutti”.
Una giornata speciale
“Tantissimi ragazzi delle Comunità di Roma, Milano, Firenze, Padova, Venezia, Bologna, Livorno, Pisa e Genova hanno aderito al progetto. Un progetto basato sul conoscersi e sull’interfacciarsi con realtà diverse dalle nostre, basato sul combattere tutti assieme per un obiettivo comune, il rispetto e la salvaguardia della natura e ovviamente quello di festeggiare la festa di Tu Bishvat” racconta Samuel Habib, madrich dell’Hashomer Hatzair. “Il gruppo dei romani si è incontrato di mattina presto alla stazione Termini e da subito ci siamo accorti che avremmo dovuto lavorare tanto sulle dinamiche di gruppo: stavamo unendo in un unico evento persone diverse tra loro che, pur vivendo nella stessa Comunità, non si erano mai parlate tra di loro”. “Arrivati a destinazione – prosegue Habib – abbiamo fatto una piccola passeggiata tra le vie di Firenze finché non siamo arrivati alla sinagoga di questa bellissima città. In pochi secondi abbiamo visto i primi bimbi che correvano di qua e di di là, creando così un posto piacevole anche per i ragazzi delle piccole comunità, gli stessi ragazzi a cui brillavano gli occhi nel vedere tanti loro coetanei che festeggiavano Tu Bishvat insieme a loro. Eravamo centotrenta in tutto, ed è stato deciso di dividerli in tre gruppi – piccoli, grandi e medi – per le attività della giornata”.
“C’è stato poi un momento di conoscenza tra i vari gruppi e di giochi rompighiaccio che noi avevamo proposto fino a che, all’ora di pranzo, siamo scesi tutti insieme in una grande sala. È il ricordo che mi è rimasto più impresso: tanti bambini, diversi tra di loro, accumunati dallo scopo di cantare insieme e creare una atmosfera unica, seduti nelle tavole dove avrebbero poi mangiato. Dopo pranzo i singoli gruppi, si sono messi in cerchio e hanno svolto un’attività su Tu Bishvat e sull’importanza della salvaguardia della natura al giorno d’oggi. Siamo riusciti a far arrivare anche a bambini più piccoli, di cinque e sette anni, il concetto di questo meraviglioso e importante capodanno ebraico, bambini che hanno subito capito come cambiare radicalmente il loro stile di vita per fare anche un semplice gesto che aiuti la lotta contro il cambiamento climatico”. “Come ultima cosa – conclude Habib – ogni bambino ha piantato la propria piantina, che si è portato a casa, e tutti insieme abbiamo piantato un albero di mirto nel giardino della Comunità. Con tanto dispiacere, poi, i ragazzi delle varie città si sono salutati, sperando di potersi rivedere presto. Possiamo dire che questo progetto ha funzionato perfettamente: siamo riusciti a raggiungere gli scopi che ci eravamo prefissati e speriamo quindi di poterne fare più spesso. Un grazie all’UGN UCEI che ha organizzato quest’evento e alla Comunità ebraica di Firenze che ci ha così calorosamente ospitato e offerto un pranzo delizioso”.