Israele-Arabia Saudita: l’ipotesi CR7
come ambasciatore della “normalizzazione”

Quella di Cristiano Ronaldo sembra una stella declinante. Dopo cinque palloni d’oro e innumerevoli trofei sollevati nel corso di una carriera con pochi termini di paragone nella storia del calcio, la decisione di accettare l’offerta “monstre” giuntagli dall’Arabia Saudita pare averne declassato l’appeal internazionale. Non certo in Medio Oriente, però, dove l’acronimo CR7 è popolare come non mai.
Secondo l’emittente israeliana Kan tra quanti starebbero pensando di “sfruttarne” l’immagine vi sarebbe anche il ministro degli Esteri di Gerusalemme, intenzionato a farne il possibile ambasciatore di una prossima “normalizzazione” dei rapporti tra lo Stato ebraico e Riad nel solco degli Accordi di Abramo stipulati finora con varie realtà del mondo arabo. Ancora una ipotesi, viene sottolineato, ma attorno alla quale si starebbero innescando delle riflessioni. Anche perché, a detta di vari osservatori, il negoziato tra i due governi starebbe procedendo con profitto, per quanto con tempi di formalizzazione ancora incerti.
Non è una novità comunque che Israele e Arabia Saudita vedano i propri nomi affiancati in progetti legati allo sport e in particolare al calcio, passione comune ad entrambi i popoli. Come la possibile candidatura congiunta per ospitare insieme i Mondiali del 2030, in un ticket che vede la presenza anche di Emirati Arabi ed Egitto. Fu Pagine Ebraiche, la scorsa estate, a svelare questa eventualità ancora embrionale ma suggestiva. Non se ne parla da un po’, almeno pubblicamente. Ma con CR7 là davanti nulla è impossibile. Forse…