Solidarietà a tutto campo
Il mondo intero mobilitato per prestare soccorso alle popolazioni devastate dal terremoto.
Questo il racconto di Repubblica: “I serbi sbarcano insieme ai kosovari, poi arrivano i taiwanesi, i malesi, i giordani, gli israeliani. Nella notte di martedì sono atterrati anche due aerei cargo russi. Sono in partenza gli ucraini. Il coordinatore turco annota il tutto su una vecchia agenda, indicando per ogni gruppo le destinazioni”. Nel quadro dell’assistenza globale spicca, con riferimento anche alla Siria, “la disponibilità di Israele, nonostante sia di fatto in guerra con Assad e i suoi alleati iraniani, con frequenti attacchi aerei” (Libero). Israele, uno dei primi Paesi a mettersi a disposizione, “ha già sul campo in Turchia i suoi uomini che scavano fra le rovine giorno e notte e costruiscono un ospedale da campo” (Giornale).
Tra le realtà colpite dal sisma la comunità ebraica d’Antiochia, fondata 2500 anni fa e oggi composta da una dozzina di persone. Due delle quali, il presidente e sua moglie, sarebbero sotto le macerie. “Temo che il terremoto segnerà la fine della sua storia” l’amarezza espressa a Repubblica dal rav Mendy Chitrik, rabbino capo ashkenazita di Istanbul e a capo dell’Alleanza dei rabbini negli Stati islamici, subito recatosi sul posto. All’interno della sinagoga locale, la testimonianza del rav, “erano conservati rotoli della Torah molto antichi, custoditi in città da centinaia di anni: li ho portati in salvo e ora li custodiremo a Istanbul fin quando la sinagoga non sarà restaurata”. Nella lista dei dispersi resta l’imprenditore veneto Angelo Zen. L’ultimo contatto risale a domenica. Un breve video “col quale probabilmente voleva mostrare ai familiari, rimasti a migliaia di chilometri di distanza, la bellezza del panorama che lo circondava” (Corriere). Uno scenario “che poche ore dopo si è sgretolato”.
Monta intanto la protesta contro Erdogan. Elif Shafak, nota intellettuale turca, dice al Corriere: “La gente cerca di salvare i propri cari a mani nude. Lo Stato ha dimostrato di non essere all’altezza, ha fallito immensamente ed è il popolo che sta soffrendo”. Al momento, prosegue Shafak, “dobbiamo concentrarci sul salvare vite umane, ma spero vivamente che l’opposizione riesca a rimanere unita e a vincere le elezioni perché si è passato il limite: la Turchia non merita questo regime autoritario e corrotto”.
Il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen è in arrivo a Kiev, dove sarà riaperta l’ambasciata dello Stato ebraico. Ad attenderlo una lista di richieste, “tra le quali un sostegno pubblico all’integrità territoriale dell’Ucraina e al piano di pace in dieci punti condiviso dal presidente Volodymyr Zelensky a Bali durante il G20” (a scriverlo è il Foglio). Altre richieste includerebbero “un prestito da cinquecento milioni di dollari, un sostegno medico ai soldati ucraini, la possibilità di curarli in Israele e la collaborazione nello sviluppo della tecnologia antimissilistica e di un sistema di allerta precoce per prevenire i danni sui civili dei bombardamenti”.
Sul Manifesto Claudio Vercelli parla di “La stella polare della Costituzione”, volume edito da Einaudi con all’interno il discorso di Liliana Segre nell’aula di Palazzo Madama nel giorno della seduta inaugurale del nuovo Senato. Se l’età del testimone si sta definitivamente concludendo – il pensiero di Vercelli – “allora sarebbe bene interrogarsi su come si racconterà il nostro comune passato, ossia quello di cui le generazioni successive si incaricano da subito di essere depositarie, nel loro tempo a venire”. Dove molto, aggiunge lo studioso, sarà comunque diverso “da ciò che ancora adesso riteniamo di avere già conosciuto e acquisito”.
“Tutti i non detti che impoveriscono la scelta”. È il titolo di un editoriale, sulle pagine torinesi della Stampa, che affronta la prossima nomina del nuovo direttore del Salone del Libro. Tema di cui i giornali si occupano da settimane e in merito al quale si osserva: “Chi vuole la carica, non ha detto perché lo ha deciso: quasi si aspettasse di ricevere un’investitura e non di presentarsi per un posto di lavoro, limitandosi a segni di vita più o meno occasionali, di volta in volta, in appoggio della/del presidente del Consiglio in visita alla Comunità ebraica romana; in lode delle bellezze di Torino; in testimonianza delle proprie ampie letture”.
Sul Fatto Quotidiano un intervento su Israele di Daniele Luttazzi. Secondo il comico, che già ieri esprimeva concetti analoghi, chiunque si trovi “dopo libere elezioni, a capo di un governo di destra, e voglia torcere una democrazia fino all’abuso totalitario” non avrebbe che da seguire “l’esempio di Netanyahu”.
Visitatori in crescita al Memoriale della Shoah di Milano. Un “vero e proprio boom di presenze, con una media di quasi mille studenti al giorno”. È quanto riporta Avvenire, segnalando la soddisfazione del suo presidente Roberto Jarach.
Adam Smulevich
(8 febbraio 2023)