Terrorismo palestinese,
una nuova vittima

Non accenna a placarsi l’ondata terroristica palestinese contro civili. Ancora un giovane tra le vittime, il 26enne Elan Ganeles, ucciso con colpi d’arma da fuoco con modalità simili al duplice omicidio (avvenuto domenica) dei fratelli Hallel e Yagel Yaniv a Huwara. Ganeles, assassinato nei pressi dell’insediamento di Beit HaArava, era originario del Connecticut e aveva la cittadinanza americana.
Il duplice omicidio, riporta La Stampa, “ha provocato una risposta rabbiosa da parte degli abitanti degli insediamenti, che hanno attaccato in massa la cittadina palestinese”. Il giorno dopo Hawara si è così trasformata “in un campo di battaglia”. Nell’articolo viene segnalato il pensiero del presidente d’Israele Herzog, che ha parlato di “violenza criminale contro innocenti” e di danno perpetrato nei confronti delle forze di sicurezza impegnate a cercare “i responsabili dell’attacco terroristico”, ma anche allo Stato ebraico “come società morale e paese legittimo”. 

Ernesto Galli della Loggia, in un editoriale che parte dalla prima pagina del Corriere, si chiede i perché del sostegno in calo verso la causa ucraina. Tra gli altri si pone questo interrogativo: “Forse dobbiamo pensare davvero che nel giudizio di una parte di nostri concittadini sulla guerra in corso abbia un peso maggiore di quello che si deve dare a una battuta l’epiteto di ‘comico ebreo’ che, a proposito di Zelensky, abbiamo più volte ascoltato in questi mesi? E vero, gli ebrei hanno un’antica tradizione di versatilità nell’umorismo e nell’arte della recitazione. Sospetto però che quelle parole volessero dire qualche altra cosa”.

Molte reazioni (dentro e fuori la politica) alle parole del ministro dell’Interno Piantedosi sulla strage di migranti nelle acque calabresi. “La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli”, il commento del ministro. Parole che, sottolinea Repubblica, hanno suscitato “l’indignazione della società civile, della Chiesa, delle Ong”. Oltre che delle opposizioni, “che lo chiamano a riferire in Parlamento e qualcuno persino a dimettersi”. Secondo La Stampa queste dichiarazioni rappresenterebbero “un salto di qualità rispetto alla linea del governo, Matteo Salvini compreso, che fino a quel momento era stata di concentrare tutte le colpe sui trafficanti di essere umani”. Intervistato dal Corriere, il ministro afferma: “Rispondere in Parlamento sarà l’occasione per illustrare ancora una volta una linea politica chiara che intende contrastare i flussi incontrollati e la rete dei trafficanti”. 

Gli articoli dell’area politica continuano a soffermarsi sulla figura della neo segretaria del PD Elly Schlein. “Tutto l’albero genealogico – chiosa Repubblica – pare concepito a tavolino per urtare la sensibilità degli identitari, come si chiamano oggi i neofascisti”. Tra gli altri si ricorda il nonno paterno di Leopoli, che “se ne andò a cercare fortuna negli Usa all’inizio del secolo scorso, perché la vita per gli ebrei cominciava a farsi dura anche prima del nazismo”. Repubblica menziona anche il caso degli insulti antisemiti denunciati nel corso della campagna per le primarie, insieme al disagio esplicitato da alcuni nei suoi confronti nel sentir parlare del suo naso come di un naso etrusco (Schlein, viene evidenziato, “è stata rimproverata di aver voluto prendere le distanze dalle sue origini”). Per il Giornale il concetto di “ambiguità” sarebbe la cifra della politica estera di Schlein. Un’ombra d’inquietudine, si sostiene, attraverserebbe “i sostenitori della causa ucraina come le comunità ebraiche, comprensibilmente attente alle posizioni dei partiti su Israele”. 

La città di Francoforte ha cancellato un concerto dell’ex Pink Floyd Roger Waters in programma a fine maggio. Alla base dell’annullamento le sue posizioni ostili a Israele, condivise anche con il pubblico delle sue performance artistiche, che lo hanno fatto definire “l’antisemita più conosciuto al mondo” (Corriere). 

A Milano gli studenti “custodi” delle pietre d’inciampo. La firma del patto di collaborazione è avvenuta “in un luogo simbolo, il Memoriale della Shoah” (Corriere).  

Adam Smulevich