Giusti, una lezione per il presente

“Noi celebriamo una bella festa con i venti anni del giardino dei Giusti di Milano, che in questi anni ha ricordato l’élite dell’umanità, come diceva il mio amico Moshe Bejski. Eppure viviamo un momento pericoloso per l’umanità e per l’Europa, con la guerra che ci lambisce e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che vuole colpire la libertà e la sovranità di un popolo”. Parole del presidente di Gariwo Gabriele Nissim durante la cerimonia organizzata al Monte Stella di Milano dove vent’anni fa nacque il Giardino dei Giusti. Tanti i ragazzi presenti, che Nissim ha esortato a impegnarsi per contrastare attivamente il male. A intervenire tra gli altri il sindaco Giuseppe Sala e, in rappresentanza dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Giorgio Mortara, che ha evidenziato il ruolo dei Giusti nella tradizione ebraica. “Salvare l’umano nell’uomo. I Giusti e la responsabilità personale” il titolo dell’iniziativa, in cui sono stati onorati il giornalista gallese Gareth Jones, primo a documentare l’Holodomor; Alfreda “Noncia” Markowska, donna rom, che durante il Porrajmos perse la famiglia, ma rischiò la vita per salvare il maggior numero di bambini, rom ed ebrei; il giurista britannico Sir Hersch Lauterpacht, consigliere al processo di Norimberga e ideatore della Carta dei diritti umani, e Akram Aylisli, scrittore azero, che ha denunciato le violenze del suo Paese contro gli armeni.