Proteste anti-Netanyahu,
500mila in piazza

Mezzo milione di cittadini israeliani in piazza, nella decima settimana di proteste contro le riforme avviate del governo Netanyahu. “Anche moderati e riservisti contro il riassetto voluto dalle destre” rende noto il Corriere, che porta il tema delle manifestazioni anti-Netanyahu nella sua prima pagina. Al riguardo, in sei punti, si affrontano alcune questioni oggetto di confronto e tensioni sulla scena politica. “Il presidente Herzog ha già annunciato un paio di volte in diretta nazionale di aver approntato un compromesso”, scrive il Corriere. L’opposizione guidata da Yair Lapid e Benny Gantz “chiede però che qualunque negoziato inizi solo dopo che il governo avrà fermato il voto sulle norme”, mentre “gli uomini di Netanyahu stanno accelerando in commissione e in parlamento”. Sulla Stampa una testimonianza dello scrittore Assaf Gavron: “Ho visto persone determinate a non rinunciare al loro Paese senza combattere. La bandiera bianco-celeste sventolava ovunque. Non sono stati i simboli patriottici a commuovermi, ma il fatto di reclamare la bandiera e il patriottismo, dopo anni in cui sono rimasti di proprietà della destra, è stato un colpo di genio”.

In Israele è arrivato intanto il ministero degli Esteri Tajani. La visita di stato del vice premier italiano, riporta La Stampa, “si inserisce in un momento di impennata della tensione tra israeliani e palestinesi: le operazioni e i blitz militari israeliani, spesso mortali, si ripetono quasi quotidianamente in Cisgiordania; nella situazione di inasprimento, sono tornati ad aumentare anche gli attentati in Israele. L’ultimo, giovedì sera”. A precedere l’incontro tra Netanyahu e Tajani, una telefonata tra il premier d’Israele e Berlusconi. Riferisce il Giornale che “non si sa esattamente che cosa i due leader si siano detti nella telefonata, anche se ad Arcore assicurano che non si è parlato di Gerusalemme capitale; l’atteggiamento del Cavaliere, però, appare improntato alla massima prudenza”. Il tema è evocato anche dal Fatto Quotidiano, secondo il quale “in cambio del ‘timbro’ di Israele al governo Meloni, Netanyahu vuole che l’Italia riconosca Gerusalemme come capitale”.

Il Messaggero intervista Roberto Vergori, comandante della Brigata paracadutisti Folgore e in Libano numero uno del Sector West. Afferma Vergori: “La situazione è sempre delicata, costantemente incerta e non solo per effetto delle storiche tensioni tra Israele e Libano: qui si riversano anche gli effetti di situazioni geopolitiche che sono ambientate in luoghi apparentemente molto lontani e spesso gli effetti di queste tensioni non sono neppure facilmente individuabili”.

Migranti, un’altra strage del mare tra Libia e Italia: 17 le persone tratte in salvo, trenta i dispersi. “L’imbarcazione si ribalta e gli occupanti finiscono in acqua. Il dramma si ripete. Chi doveva intervenire e non è intervenuto durante l’ultima tragedia, avvenuta all’alba di ieri?”, la domanda che si pone tra gli altri La Stampa. Del dramma dei migranti scrive, sulle stesse pagine, Rossella Postorino: “Nel 1939, dopo che in diversi Paesi dell’Europa erano state promulgate le leggi razziali, il transatlantico St. Louis salpò da Amburgo con centinaia di ebrei a bordo, in cerca di salvezza oltreoceano. Né Cuba né gli Stati Uniti né il Canada li fecero sbarcare. Non avevano il visto idoneo, il numero di rifugiati ammessi era già stato raggiunto, dovettero tornare indietro. Ci domandiamo come sia stata possibile la più grande tragedia del Novecento, e la risposta è semplice: deresponsabilizzazione, rimozione. Sottrazione di umanità”.

“Si precisa che il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha già dato disposizione di affiggere, presso la sede del dicastero di viale Trastevere, una targa commemorativa dei dipendenti della pubblica istruzione vittime delle leggi razziali. Tale iniziativa verrà tuttavia concordata con la presidenza della UCEI”. Così l’ufficio stampa del ministero, in una lettera pubblicata dal Corriere Roma. Ieri il quotidiano aveva informato di un’istanza presentata in tal senso dall’Associazione docenti italiani per la memoria.

Repubblica Firenze parla della mostra in preparazione agli Uffizi sul rapporto tra i Medici e gli ebrei. Fra i pezzi forti “il primo grande plastico mai realizzato del ghetto del 1721, e le ricostruzioni documentarie della vita e delle opere di due figure inedite: il pittore Jona Ostiglio e il commerciante Moise Vita Cafsuto”.

“Basta una idiota scritta antisemita nei pressi di una sinagoga, una carica di polizia, una manganellata fuori luogo, magari un morto innocente e la presidente del Consiglio deve di gran corsa lasciare la poltrona. Corre un rischio grave e attuale secondo me”. A dirlo, in una intervista con il Fatto Quotidiano, Franco Cardini.

Sul Foglio un intervento di Emanuele Calò sulla neo segreteria del PD Elly Schlein e le sue origini ebraiche (“Essere o non essere ebrei. Dove Elly si è incartata”).

Adam Smulevich

(13 marzo 2023)