Gli occhi puntati sull’America

La notizia d’apertura di molti giornali è il processo a Donald Trump: trentaquattro i capi d’accusa per i quali è stato incriminato. Trump, nel proclamarsi innocente, ha accusato Biden di volere una nuova guerra mondiale. Il Corriere parla di “giornata surreale, con molte incognite per il futuro della democrazia in America”. Repubblica di “inizio di una avventura strana e pericolosa”. La Stampa di “ora più buia” per gli Usa.
“Per quanto possa essere visibile la trappola tesa dall’ex presidente americano ci caschiamo tutti, attratti dai suoi palcoscenici imbronciati e irresistibili: è l’imprevedibilità che diventa esistenza politica, se tutto può succedere, meglio esserci”, la valutazione tra gli altri del Foglio. Questo, si legge, “è il marchio di Trump, che s’è fatto inossidabile assieme alle sottomarche sempre presenti: dall’ingerenza di George Soros al vittimismo alla caccia alle streghe pretestuosa”.

Inizierà stasera la festa ebraica di Pesach. Ciò che caratterizza l’Esodo, scrive il rav Scialom Bahbout su Repubblica, “è che si tratta di un momento fondante della storia del popolo ebraico, l’inizio della sua storia, e la domanda che è stata posta fin dall’inizio fu come tramandare questo momento: è chiaro che è stato necessario attivare la memoria, che è uno strumento importante non solo per il singolo, ma per la collettività”. La riflessione si concentra in particolare sul ruolo dei bambini, i primi protagonisti del Seder (la cena rituale con cui prende avvio Pesach). In questo senso, prosegue il rav, “ci ricorda che bisogna restituire ai bambini, assieme al loro passato, ciò che appartiene loro, cioè il loro futuro: l’educazione a un uso corretto partecipato della libertà che ci viene data”.

L’Osservatore Romano racconta il progetto “Ebraismo e Cristianesimo a Scuola. 16 Schede per conoscerci meglio” sviluppato da UCEI e Cei e presentato di recente nella sede del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara. Tra gli obiettivi di questo percorso congiunto, riporta la testata vaticana, quello di promuovere insieme “una corretta conoscenza e trasmissione della tradizione e della storia ebraica alle nuove generazioni”.

Ancora cori razzisti in uno stadio italiano. Ieri sera a Torino, con una parte dello Stadium juventino che ha ripetutamente offeso il centravanti interista Lukaku “con insulti di ogni tipo e tanti ululati razzisti” (La Stampa). Fanno intanto discutere le decisioni del giudice sportivo su alcune manifestazioni d’odio da parte di ultrà di Roma e Lazio. Repubblica, nel giudicare le sanzioni troppo blande, parla di “giustizia inceppata”.

“Segnali buoni da Israele”. È il titolo di un editoriale del Foglio, secondo il quale alcuni fatti accaduti negli ultimi giorni e il tentativo di giungere a un compromesso sulla contestata riforma giudiziaria costituirebbero una conferma rispetto al fatto che “la democrazia israeliana è sana”.

Rispondendo a un lettore del Corriere, Aldo Cazzullo elenca alcuni Paesi in cui la sinistra appare in crisi di appeal e consensi. Tra questi Israele, dove i laburisti “non esistono quasi più: non si sono mai ripresi dal fallimento di Barak, che offri invano la pace ad Arafat e ordinò il ritiro dal Libano finito in una mezza catastrofe”.

Il neo presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha incontrato i vertici della Comunità ebraica di Roma. Ad accoglierlo “la presidente Ruth Dureghello, il rabbino capo Riccardo Di Segni, il presidente dell’ospedale israelitico Antonio Spizzichino e il vicepresidente della Comunità Ruben Della Rocca” (Corriere Roma).

Torna in libreria, con Feltrinelli, La banalità del male di Hannah Arendt. “Arendt non è a Gerusalemme per assistere, ma per condividere, attraverso l’intelligenza degli avvenimenti (come la chiamerà Aldo Moro), la conoscenza dell’accaduto, la disponibilità a farsi carico della responsabilità che nasce dal disvelamento. Deve calarsi dentro, prendere parte coi suoi giudizi mettendosi direttamente in gioco” osserva Ezio Mauro nella prefazione, anticipata oggi da Repubblica.

Adam Smulevich

(5 aprile 2023)