Premio Letterario Adei Wizo,
vincono Nevo e Gundar Goshen

Sono Le vie dell’Eden di Eshkol Nevo (Neri Pozza Editore) e Dove si nasconde il lupo di Ayelet Gundar Goshen (Neri Pozza Editore) le opere vincitrici della ventitreesima edizione del Premio Letterario Adei Wizo intitolato alla memoria di Adelina Della Pergola. I due libri, molto apprezzati anche dalla critica italiana, si sono aggiudicati rispettivamente la sezione principale del riconoscimento e quella dedicata ai giovani.
Ne Le vie dell’Eden Nevo rappresenta la complessa realtà di personaggi che si muovono sullo sfondo di una Israele che viene definita “vivace e problematica”. Un luogo in cui, si attesta nella motivazione, “i protagonisti si incontrano, si rincorrono e si intrecciano nei tre racconti del libro”. Ragione di encomio da parte dell’Adei anche “la moderna e pregevole tecnica narrativa” che coinvolge il lettore, per indurlo “a scoprire i segreti che legano le vicende e accompagnano le esistenze dei protagonisti”. Dove si nasconde il lupo è incentrato invece sulle tematiche della crescita tra famiglia e scuola, che coinvolgono il desiderio di protezione dei propri figli, con al centro anche questioni di grande attualità come quella del bullismo e del pregiudizio antisemita. Tutto ciò, si afferma, viene trattato “con magistrale attenzione e capacità, così come anche il difficile momento dell’affrancamento dalla famiglia di origine”.
La fase finale del concorso si terrà tra Pisa e Livorno. La premiazione avverrà alla Sala Azzurra della Scuola Normale Superiore di Pisa, dove il 15 maggio a partire dalle 17.30 si ritroveranno istituzioni e autorità, organizzatori e naturalmente i vincitori. Il giorno successivo tappa a La Goldonetta, ovvero il Ridotto del Teatro Goldoni di Livorno, dove si svolgerà in mattinata il tradizionale incontro tra gli studenti e gli autori.
A presiedere la giuria del concorso principale era Sira Fatucci. Mentre il concorso per i giovani ha visto esprimersi oltre 700 ragazzi delle scuole di secondo grado di tutto il Paese (un record per il Premio Adei). “Siamo soddisfatti di poter tornare di nuovo in presenza, e lo facciamo in due luoghi straordinari per celebrare autori di altissimo livello e molto amati dal pubblico. Le giurie hanno premiato opere capaci di raccontare la realtà contemporanea di un ebraismo più intimo, dove i grandi avvenimenti storici rimangono in sottofondo, lasciando spazio alle connessioni famigliari”, il giudizio della presidente nazionale dell’Adei Susanna Sciaky. Anche questo, aggiunge Sciaky, “è un modo per acquisire la consapevolezza che l’ebraismo non è un tratto da stigmatizzare, ma semplicemente uno dei tanti elementi che si intersecano nella società, aggiungendo ad essa il valore del confronto tra le identità.”