Mattarella ad Auschwitz
Nel pomeriggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà ad Auschwitz-Birkenau, con al fianco le Testimoni della Shoah Andra e Tatiana Bucci. Nel giorno di Yom HaShoah, la “Marcia dei vivi” sarà una occasione per fare Memoria di molti eventi e lanciare un messaggio d’impegno ai giovani. Al centro il coraggio dimostrato dai “750 eroi ebrei” che proprio 80 anni fa insorsero nel Ghetto di Varsavia e la cui storia è ricordata da Marcello Pezzetti sulle pagine di Repubblica. Quella lotta disperata contro l’esercito più potente al mondo fu svolta, si evidenzia, “senza ricevere aiuti, né direttive, da nessuno, sprovvisti di un ruolo nell’ambito della resistenza ‘classica’, ma soprattutto senza il sostegno della popolazione locale, che nei loro confronti mostra una diffusa indifferenza”. Pezzetti cita anche il ruolo di testimonianza svolto da alcuni deportati italiani, che ebbero il compito di “demolire le rovine del ghetto, rimuovere le macerie e recuperare il materiale edile ancora utilizzabile”.
Ha preso il via da Torino, dal Polo del ‘900, il progetto “Art. 3: diversi tra uguali” promosso da UCEI e Meis. “Uguaglianza: diritto e giustizia”, il tema oggetto di questo primo di sei pubblici incontri nel 75esimo anniversario della Costituzione repubblicana. “Un dibattito agganciato ai temi dell’attualità dal direttore de La Stampa Massimo Giannini e portato avanti con l’ex magistrato Gherardo Colombo e Daniela Dawan, giudice di cassazione e scrittrice”, riporta il quotidiano torinese in una sua cronaca. Per La Stampa un viaggio anche “nelle contraddizioni del nostro Paese, che proprio su quella Carta talvolta sembra scivolare”. Ad introdurre la serata i saluti del presidente del Polo del ‘900 Alberto Sinigaglia, del consigliere UCEI Saul Meghnagi e del presidente del Meis Dario Disegni.
Liliana Picciotto presenterà oggi a Milano, nella sede del Memoriale della Shoah, la seconda parte della sua ricerca sui partigiani ebrei d’Italia per conto della Fondazione Cdec. Due i territori analizzati: Emilia-Romagna e Liguria. Realtà che vanno ad aggiungersi, riferisce il Corriere, “a Campania, Lazio e Toscana”. In futuro, si legge, “il progetto si concluderà con le regioni soggette all’occupazione tedesca e alla Repubblica sociale italiana”. La ricerca è illustrata dalla stessa Picciotto, insieme a Daniele Susini, su Domani. Nella ricostruzione i due storici richiamano “l’alto numero di resistenti ebrei in rapporto al numero totale della popolazione ebraica all’inizio di settembre del 1943”.
Il Giornale attacca Francesca Albanese, funzionaria Onu per i diritti umani nei territori palestinesi, già al centro di alcune polemiche e ieri ospite dell’Università Ca’ Foscari. Secondo Fiamma Nirenstein, il modo in cui Albanese agisce “vellica le speranze genocide, chiude la porta alla convivenza, ignora l’autocrazia e la corruzione in cui i palestinesi sono rinchiusi”. È tempo, si sostiene, “che l’Onu abbandoni il gioco della Guerra Fredda, l’ammiccante propaganda antiebraica”.
Reza Ciro Pahlavi, il figlio dello Scià, sarà presto in Israele. Per Libero si tratta “dell’ultima speranza per l’Iran”. Preoccupa invece un altro possibile viaggio, questa volta in direzione Teheran, del monarca saudita Salman bin Abd alAziz Al Saud. L’invito di Raisi è stato ufficializzato nel corso di una conferenza stampa e, sottolinea il Sole 24 Ore, rappresenta “un’ulteriore conferma di uno storico e complesso riavvicinamento”.
Cancellato dal Consiglio dei ministri il veto di Roma alla vendita di armi agli Emirati Arabi Uniti. La decisione, riporta il Corriere, “segue anche i risultati di un’indagine conoscitiva della commissione Affari esteri ed europei della Camera e il fatto che l’impegno militare degli Emirati in Yemen è cessato”.
Sulla Stampa l’ex senatore Luigi Manconi ripercorre l’assassinio dei fratelli Cervi per mano fascista e rivolge in questo senso un appello ai leader della destra: “È un simile incontrovertibile dato storico a esigere parole più limpide e inequivocabili di quelle sinora pronunciate. Ovvero una definizione del fascismo non come una fase storica tra le altre, appena ‘macchiata’ dalle leggi razziali e dall’entrata in guerra, bensì come un regime dittatoriale e liberticida”.
Nelle librerie il saggio “Processo alla Resistenza” di Michela Ponzani, edito da Einaudi. Ad essere raccontata “la giustizia ingiusta del dopoguerra, che processava uomini e donne della Resistenza: una forma mentis che arriva fino a oggi” (Repubblica). L’impressione è “che nella nostra storia nazionale si sia troppo in fretta rimosso il carattere drammatico del conflitto tra libertà e autoritarismo, tra democrazia e dittatura” (Corriere).
Adam Smulevich
(18 aprile 2023)