25 Aprile, l’Italia ebraica in piazza

Molte piazze del 25 Aprile gremite nel segno del contributo ebraico alla Resistenza e Liberazione. A Verona solenne omaggio alla memoria della partigiana triestina Rita Rosani, rimasta uccisa sul Monte Comun e medaglia d’oro al valor militare. A ricordarla una cerimonia in sinagoga. Là dove una lapide, posta sulla facciata dell’edificio, celebra il suo impegno a difesa dei “più alti ideali dell’umanità”. Ad attendere il sindaco Damiano Tommasi e le altre autorità intervenute la neo presidente della Comunità ebraica veronese Anna Trenti Kaufman, il rabbino Tomer Corinaldi, i due vicepresidenti Ester Israel e Mauro Orvieto, il consigliere David Malamut. Nel corteo lo striscione e la bandiera della Brigata Ebraica, insieme ai simboli dell’Associazione dei Figli della Shoah.
“Oggi celebriamo con la città e con il paese intero l’anniversario della Liberazione dal regime nazifascista. È una ricorrenza che ogni anno arriva vicino a momenti del nostro calendario che in qualche modo le sono legati – Yom HaShoah, che abbiamo celebrato pochi giorni fa; Yom Haatzmaut, che celebreremo stasera e domani, giorno che ricorda l’aspirazione alla libertà e una tappa fondamentale per noi ebrei in un cammino di liberazione lungo duemila anni, cammino ancora lontano dall’essere compiuto”, la riflessione posta dal presidente della Comunità ebraica Enrico Fink nel 25 Aprile fiorentino.
A Trieste, autorità civili e religiose hanno preso parte alla cerimonia alla Risiera di San Sabba con la deposizione di una corona nei pressi dell’edificio destinato alle eliminazioni di ebrei, prigionieri civili e militari. In chiusura, il concerto del coro partigiano triestino Pinko Tomažič.
Come tradizione il corteo del 25 Aprile si è chiuso a Venezia in Ghetto, con una cerimonia che ha visto la partecipazione del sindaco Luigi Brugnaro, del prefetto Michele Di Bari e di altre autorità. “Chi non sa o non vuole sapere che cosa è stato il fascismo venga in questo Ghetto e glielo spiegheremo. Gli faremo leggere i nomi, a uno a uno, e gli racconteremo le loro storie. Che vengano in questo campo a rivendicare l’innocenza e il bell’ideale repubblichino degli assassini”, il messaggio del presidente della Comunità ebraica Dario Calimani. “Se fra alte cariche dello Stato c’è ancora chi non ha la volontà di fare una scelta priva di ambiguità sulla storia del nostro paese – ha poi aggiunto – io lo invito a venire in questo Ghetto a spiegarci quale sia la sua idea di fascismo, e noi spiegheremo allora, una volta di più, che cosa, in questo Campo di Ghetto e in quella Italia, è stato il fascismo per noi”. Calimani ha affidato ai presenti, tra tanti, anche questo pensiero: “Stiamo ancora a discutere di antifascismo sì e antifascismo no, si solleva il dubbio che la nostra Costituzione sia davvero antifascista, cercando di evitare così al fascismo una condanna unanime e inappellabile. Che insegnamenti, che educazione e che eredità storica e morale vogliamo lasciare ai nostri figli?”.
A Napoli il Sindacato unitario dei giornalisti campani ha organizzato una cerimonia in piazza Bovio, nell’area in cui sono state collocate nove pietre d’inciampo in ricordo di altrettante vittime della Shoah e della persecuzione nazifascista. “La Memoria è un antidoto necessario contro chi vuole riscrivere la storia, mettendo in discussione valori che sono alla base della libertà e della democrazia” hanno osservato il segretario generale del sindacato Fabrizio Cappella e il segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Claudio Silvestri. Tra gli intervenuti la presidente della Comunità ebraica napoletana Lydia Schapirer, il consigliere Daniele Coppin, il consigliere della Federazione delle Associazioni Italia-Israele Giuseppe Crimaldi, la presidente della ‘Fondazione Valenzi’ Lucia Valenzi, Desirée Klain a nome di Articolo 21, il presidente dell’Associazione Memoriae Nico Pirozzi.

(Nell’immagine: la cerimonia alla sinagoga di Verona; il coro partigiano alla Risiera di San Sabba, foto di Giovanni Montenero; l’iniziativa in piazza Bovio a Napoli)