Se lo zar Putin vacilla
Su tutte le prime pagine l’attacco contro il Cremlino. Un’immagine che ha fatto il giro del mondo. “La sacralità del Cremlino, il mito dello zar, le forze armate che vegliano sulla Madre Patria. Tutto adesso vacilla”, osserva il Corriere. Varie ipotesi si rincorrono, mentre dalle autorità russe arrivano nuovi proclami e minacce. Tra gli altri John Teichert, già alto funzionario delle attività internazionali di Aeronautica e Forza spaziale Usa, ritiene plausibile che si tratti di un attacco auto-indotto da parte di Putin “come pretesto per un ulteriore giro di vite interno e ritorsioni ancora più efferate nei confronti della popolazione ucraina” (La Stampa). Da Helsinki, durante una conferenza stampa, il presidente ucraino Zelensky ha smentito ogni coinvolgimento.
Si è svolto alla Farnesina un bilaterale italo-israeliano sulla ricerca, con la partecipazione dei ministri Anna Maria Bernini e Ofir Akunis. “Abbiamo ribadito alle imprese italiane di venire a investire in Israele, leader nell’hi-tech nel mondo, un mercato libero dove il mondo della ricerca, delle imprese e governo collaborano strettamente”, dice Akunis al Sole 24 Ore. La visita, si legge, “è mirata a scrivere un’agenda del prossimo vertice intergovernativo che si terrà in Israele”.
Jack Markell, uomo di fiducia di Joe Biden, sarà il prossimo ambasciatore Usa a Roma. Il diplomatico, riferisce il Foglio, “ha iniziato a fare politica nel movimento giovanile del Sionismo socialista” ed “è amico personale del presidente americano”. Una relazione così forte “che Markell è stato, per un periodo, anche il padrino politico del figlio Beau”. In un ritratto Repubblica si sofferma sulla sua attenzione al sociale, evidenziando che “sulle questioni migratorie le opinioni dell’ebreo Markell sono più simili a quelle di papa Francesco che della cattolica Giorgia Meloni”.
È in uscita in Italia “Cento volte sabato”, il libro in cui Michael Frank racconta la storia di Stella Levi e della sua deportazione da Rodi ad Auschwitz. “È un colloquio, dove io mi metto da parte, ma interagisco e lei segue la memoria. Si è fidata, ma col tempo. Non pensava di raccontare i campi, poi ci è arrivata e non smetteva più” spiega l’autore, intervistato da Repubblica. Nei prossimi giorni la Testimone della Shoah compirà 100 anni.
Gariwo ha organizzato un’iniziativa di solidarietà all’Ucraina e contro i veleni della propaganda russa. Sulla Stampa un testo del suo presidente, Gabriele Nissim, che scrive: “Allo stesso modo in cui Hitler nel 1939 nel parlamento tedesco alla vigilia della guerra dichiarò, come ricorda Yehuda Bauer, che la fantomatica ‘internazionale ebraica’ stava portando il mondo a una guerra e bisognava impedirlo con un’operazione militare difensiva, Putin ha cercato di trasformarci, come ammoniva Primo Levi, in una zona grigia inerme”.
Davide Assael (Domani) scrive di Israele e dell’azione del suo governo. La tesi è che, “oltre a creare danni sul fronte interno, a mettere a rischio il posizionamento internazionale dello stato, a renderlo più debole agli occhi dei nemici esterni”, si stia creando una frattura profonda con la Diaspora.
Adam Smulevich
(4 maggio 2023)