Rav Benamozegh, rav Morais, rav Colombo:
il ricordo di tre Maestri livornesi

Prossimamente la Comunità ebraica di Livorno ricorderà, in un convegno loro dedicato, tre grandi Maestri della tradizione rabbinica livornese: rav Elia Benamozegh, rav Sabato Morais e rav Samuele Colombo. Nell’anno 1823 nascevano a Livorno rav Benamozegh e rav Morais, mentre nel 1923 si spegneva rav Colombo. Le loro biografie, la loro formazione e la loro opera, si intrecciano sia nel contesto livornese sia internazionale in periodi di importanti mutamenti storici. Sono gli anni della emancipazione per gli ebrei italiani, ma anche di profonde contraddizioni: si affermano principi di libertà, di uguaglianza, nasce un nuovo metodo scientifico di studio e di analisi. Ma, con esso, nasce anche una accesa critica alle religioni e ai loro Testi. Il convegno vuole essere un riconoscimento a questi illuminati “rabbanim” che, non solo contribuirono alla formazione di una classe dirigente ebraicamente colta e fedele alla tradizione, ma seppero anche guardare avanti e dimostrare come fosse possibile coltivare scienze, studi e impegno sociale senza rinunciare alla propria identità.
Gli ebrei, dopo la prima emancipazione sabauda del 1848, parteciparono attivamente e con entusiasmo alle Guerre d’Indipendenza e furono nella Spedizione dei Mille; con la seconda emancipazione a seguito dell’Unità d’Italia, ebrei furono parlamentari e ministri del Regno. Tra i più ferventi “interventisti”, alla Grande Guerra parteciparono in oltre 5mila (su una popolazione di circa 35mila) seguendo le parole già pronunciate dal grande Maestro rav Benamozegh nel Risorgimento e rilette dal successore nella vecchia sinagoga: “In questo Tempio ove i vostri dolori all’Eterno consolatore fidaste…ove oggi nell’Italia una madre, negli italiani fratelli vostri d’amore riconoscete…giurate che voi sempre amerete l’Italia, che l’amerete con tutto il vostro cuore, con tutta l’anima vostra, con tutte le vostre facoltà…In Italia, più che in altre contrade, ove pur gli ebrei pugnano valorosamente, si manifesta un grande ardore combattivo negli israeliti; l’idea della giustizia della causa nazionale li anima e li affascina…come italiani hanno, insieme ai loro fratelli, sentito la voce della poesia italica e le vive fiamme del Risorgimento; come israeliti hanno veduto brillare, nell’alto, la colonna del fuoco divino tra le bandiere tricolori l’Arca del Signore, recante la vittoria…”. (Il Vessillo Israelitico 1915 N° 12)
Il convegno si articolerà su cinque sessioni di lavoro in due giornate, il 5 e 6 novembre, nel prestigioso Teatro Goldoni di Livorno. Il programma, elaborato da un comitato scientifico presieduto dal professor Alessandro Guetta, evidenzierà aspetti, anche inediti, del rav Benamozegh come filosofo, erudito e rabbino livornese nel contesto ebraico-cristiano nell’epoca della secolarizzazione. Una visione importante verrà dedicata ai suoi contemporanei (rav Morais) e successori (rav Colombo) cresciuti nella prestigiosa scuola rabbinica della città che operarono negli Usa e a Livorno rispettivamente. Gli oltre venti oratori che si alterneranno sul palco consentiranno di inquadrare i rabbanim nel loro contesto intellettuale e nella cultura ebraica toscana del XIX secolo, evidenziando anche aspetti legati alle musiche liturgiche, alle opere di filantropia e alla letteratura caratteristici della Comunità israelitica livornese .
Guido Servi
(Nell’immagine: la sinagoga di Livorno, nella piazza intitolata al rav Benamozegh)