Onu, Israele chiede
dimissioni Guterres

È scontro tra Israele e Nazioni Unite dopo che il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha dichiarato, davanti al consiglio di sicurezza, che “è importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla, il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione”. La risposta dello Stato ebraico è stata affidata all’ambasciatore Gilad Erdan, che ne ha chiesto le dimissioni. Mentre Eli Cohen, il ministro degli Esteri, ha cancellato un incontro con lo stesso Guterres. Sono insorte pure le famiglie degli ostaggi, che hanno definito “vergognoso” il suo intervento.
A Roma le famiglie dei caduti e dei rapiti
Una delegazione di familiari è giunta intanto a Roma per una serie di incontri finalizzati a tenere alta l’attenzione sulla loro sorte. Ilan Regev, padre di due giovanissimi ostaggi, confida a Repubblica: “Vorrei che tutti sentissero quello che sento io in questo momento, così da fare in modo che questo non accada più. Può succedere anche in Italia, in Francia, è già successo l’11 settembre”. Nadav Kipnis, i cui genitori sono stati entrambi uccisi, parla con il Corriere della Sera: “Non mi posso permettere di piangere. L’unica cosa che mi dà la forza di continuare è la speranza di portare a casa gli ostaggi nelle mani di Hamas. Tutti”. Sulla Stampa l’appello di Yuval Danzig, il figlio di uno degli ostaggi più anziani: “Siamo qui per chiedere aiuto all’Italia e al mondo intero”. Danzig è intervistato anche da Libero: “Voglio che l’Europa ci protegga, ci aiuti. Deve capire che non può esserci un secondo Olocausto, non può succedere di nuovo. L’Europa deve svegliarsi e fare pressione su Hamas”.
I volti dei cittadini israeliani sequestrati sono ora anche nelle strade di Roma, con venti installazioni di monitor led posizionati in più quartieri. L’iniziativa è della Comunità ebraica, che stasera accoglierà la delegazione in sinagoga. Un progetto di sensibilizzazione che si snoda “dai Parioli al Flaminio, dall’Aurelio all’Esquilino, dal quartiere Trieste a San Giovanni” (Repubblica). Nel corso di un incontro svoltosi a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni ha espresso “solidarietà e vicinanza del governo allo Stato d’Israele” e “forte preoccupazione per gli ostaggi”, assicurando inoltre “il suo impegno per la loro liberazione immediata”. Ad accompagnare la delegazione c’erano tra gli altri l’ambasciatore d’Israele in Italia Alon Bar, la presidente Ucei Noemi Di Segni e il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun.
Macron vuole coalizione contro Hamas
Una coalizione internazionale anti-Hamas, come contro l’Isis. È la proposta del presidente francese Emmanuel Macron. A innescarla varie ragioni, sottolinea il Foglio, a partire dal fatto che la Francia è il paese “che ha subito il maggior numero di attentati islamisti sul suo territorio” e quello in cui “il rischio di importazione del conflitto israelopalestinese è più alto rispetto ai suoi vicini”. A pesare nell’annuncio di Macron anche lo “stato di insicurezza permanente” vissuto dall’ebraismo francese, riporta il Foglio.
Hamas, fake news e complottismo
“Hamas non ha ucciso”: in un’inchiesta Repubblica racconta “la fabbrica trasversale del complottismo italiano” online e sui social network. Nulla è lasciato al caso. “Ciò che distingue la mentalità complottista dalla semplice teoria partigiana o dai singoli casi di fake news”, si evidenzia, “è sempre la presenza di un piano preordinato di menzogna guidato dall’alto”.
Pace possibile o utopia?
In un’intervista con la Stampa la testimone della Shoah Edith Bruck commenta il gesto di Yocheved Lifshitz, una delle donne liberate da Hamas, al contrario del marito ancora ostaggio dei terroristi, che ha stretto la mano a un carceriere e pronunciato la parola Shalom, pace. “Io sogno la pace ma credo che sia un’utopia”, afferma Bruck. “Sono contro ogni guerra, certo, però oggi anche dirsi pacifista, un termine bellissimo, è ormai privo di sostanza. Dopo quel gesto è andato avanti tutto come prima”. “Una pace è possibile dopo la liberazione degli ostaggi e la mobilitazione di Israele e dei suoi alleati per sradicare Hamas e gli altri agenti del terrore”, dice l’italo-israeliana Angelica Edna Calò Livne, rispondendo dal kibbutz Sasa, al Messaggero.