ANTISEMITISMO –
Appello di Ihra e rabbini
contro pregiudizio e violenza

Non si può avere paura di andare in sinagoga, né di indossare la kippah.
È il senso della richiesta di iniziative concrete e urgenti per arginare “il drammatico incremento di episodi antisemiti” proveniente dalla Conferenza dei rabbini europei, in una “chiamata all’azione” firmata tra gli altri dal presidente dell’Assemblea rabbinica italiana e rabbino capo di Milano Alfonso Arbib e dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, che è anche vicepresidente della Conferenza. L’appello chiede ai governi d’intraprendere ogni passo affinché i cittadini ebrei d’Europa “non abbiano paura di andare in sinagoga, mandare i propri figli a scuola, indossare in pubblico la kippah”. Secondo l’organismo rabbinico, “quasi ogni sinagoga o istituzione ebraica in Europa” sarebbe stata colpita dal clima d’odio di queste settimane. E non pochi individui “avrebbero timore per la loro incolumità fisica”.
Non si fanno riferimenti espliciti, ma le cronache di questi giorni abbondano di notizie inquietanti. Dalle stelle di Davide disegnate su case e negozi di Parigi alle bombe molotov contro una sinagoga di Berlino, dagli slogan inneggianti alla distruzione d’Israele proferiti in vari cortei alle pietre d’inciampo bruciate a Roma.
La Conferenza dei rabbini, presieduta dall’ex rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschmidt, si dice “riconoscente per il supporto offerto in questi anni dai governi europei”, a partire dall’impegno dimostrato “per far sì che le comunità ebraiche prosperino e crescano”. Un impegno “sottoposto ora a una prova” dalle circostanze contingenti. Le minacce contro ebrei e istituzioni ebraiche non sono infatti “soltanto crimini d’odio o risposte fuorvianti alla situazione in Medio Oriente”, incalzano i rabbini nella loro lettera aperta. Ma, si legge, “attacchi all’Europa e allo stile di vita europeo”.
Un appello arriva anche da Kathrin Meyer, segretaria generale dell’International Holocaust Remembrance Alliance, la cui definizione operativa di antisemitismo è stata adottata in questi anni da numerosi governi. “Tutti noi abbiamo la responsabilità di lottare contro l’odio e di denunciare inequivocabilmente tutti gli episodi di antisemitismo”, sottolinea Meyer. “Ciò”, aggiunge, “è al centro dell’impegno dei paesi membri dell’Ihra nel combattere l’antisemitismo alla fonte”. Meyer invita quindi “le autorità competenti e le parti interessate in tutto il mondo a garantire la protezione del popolo ebraico e delle sue istituzioni contro la violenza e l’incitamento all’odio”.