USA – Pool di avvocati
contro l’antisemitismo
Contrastare l’antisemitismo, in crescita in molti paesi, applicando in modo più efficace le leggi esistenti. È la sfida degli oltre 600 avvocati e studi legali statunitensi che hanno dato vita a una “legal war room” per contrastare l’onda d’odio antiebraico innescata dai fatti in Medio Oriente. “In un momento in cui l’antisemitismo è in aumento, la nostra azione collettiva è più essenziale che mai” afferma Brooke Goldstein, direttrice esecutiva del Lawfare Project, la rete internazionale fondata nel 2010 a New York attorno cui ruota l’iniziativa. L’obiettivo è di offrire “supporto legale immediato a chiunque ne abbia bisogno”.
Lawfare Project rivendica già alcuni successi nel recente passato: l’aver dissuaso alcune aziende ad adottare “le indicazioni del Movimento Bds, consigliandole sulle implicazioni legali e sulle sanzioni di una condotta commerciale discriminatoria” e l’aver fatto sì che il Congresso Usa dichiarasse le Nazioni Unite “responsabili della promozione e dell’incitamento alla radicalizzazione violenta tra i bambini palestinesi nei campi profughi gestiti dall’Unwra”. La rete di avvocati si è interessata in questi anni anche dei campus Usa e del diritto talvolta negato a studenti e docenti ebrei, oltre che a simpatizzanti del sionismo, di esprimere diritti quali “libertà di parola, associazione e religione, libertà di lavorare e formarsi in un ambiente non ostile”. Purtroppo, accusano da Lawfare Project, “l’antisemitismo e l’antisionismo sono diventati fenomeni comuni”.