IL RICORDO – Renzo Gattegna,
uomo del confronto e dell’unità

“L’ebraismo deve conservare le sue caratteristiche originarie di rifiuto di qualsiasi forma di idolatria e di conciliare rigore e flessibilità, lasciando, come il Talmud insegna, ampi spazi alla dissertazione filosofica, alla ricerca scientifica”.
Il 10 novembre di tre anni fa concludeva la sua vita terrena Renzo Gattegna z.l., presidente Ucei dal 2006 al 2016 e storico leader dell’ebraismo italiano e romano. Avvocato civilista, era nato nella capitale nel 1939 e sin da giovane si era distinto per l’attivismo nelle organizzazioni ebraiche. La prima esperienza nel Consiglio comunitario romano risale agli anni Ottanta. Il primo mandato da consigliere Ucei è del 2002, sotto la presidenza di Amos Luzzatto. Gattegna è stato un leader d’immensa levatura morale e generosità, capace di tenere alto il nome dell’ebraismo italiano in ogni sede e luogo di confronto. Un impegno profuso “con intelligenza, garbo ed equilibrio”, come avrebbe sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel piangerne la scomparsa in un messaggio ai familiari.
Sotto la presidenza Gattegna sono nati Pagine Ebraiche e gli altri strumenti informativi di cui la redazione si è poi dotata nel tempo. “L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha deciso di tentare una strada nuova e di aprire, con queste pagine, un dialogo più articolato fatto di reciproca conoscenza e di arricchimento culturale della società italiana”, aveva scritto sul primo numero del mensile, nella primavera del 2009. Dal 2021 porta il suo nome il Diploma Universitario Triennale in Studi Ebraici Ucei.
Missione dell’ebraismo, affermò ancora Gattegna, è anche “la libertà di interpretare e sviluppare il dibattito come valore positivo e irrinunciabile, rispettando le diverse correnti di pensiero, ma conservando sempre la capacità di riportare tutto all’unità”.

(Foto: Giovanni Montenero)