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Sfar punta al cuore: “Noi vivremo”

La prima reazione è stata a caldo: il 7 ottobre Joann Sfar – autore di graphic novel, romanzi e sceneggiature oltre che regista e illustratore – ha pubblicato su Instagram una sua illustrazione. Pennellate azzurre a delineare la parola chai, “vita” in ebraico, accompagnata da un testo minimale: “Questo significa ‘noi vivremo’”, in un’immagine che è stata poi ripresa e utilizzata nelle manifestazioni.
È iniziato così un diario più che quotidiano fatto di immagini, testi, illustrazioni che raccontano come un ebreo francese, nato a Nizza da madre ashkenazita (una cantante pop di origine ucraina) e padre algerino più tradizionalista, stia vivendo queste settimane terribili.
La paure delle mamme, che si aggirano con lo sguardo inquieto dopo aver fatto nascondere ai propri ragazzi qualsiasi segno che li identifichi come ebrei, le manifestazioni, le stelle di Davide disegnate sui muri. Da sempre Sfar, noto in italia soprattutto per la serie intitolata “Il gatto del rabbino”, riesce a raccontare la complessità del reale con la ricchezza dei mondi che crea, a un ritmo tale da rendere praticamente impossibile seguire tutto ciò che produce. A partire dai suoi Carnet – migliaia di pagine dove parole e disegni si mescolano senza regole apparenti -, ma anche con i graphic novel e i libri, fino agli esperimenti con l’intelligenza artificiale. In queste settimane Sfar mostra una volta di più la sua capacità di andare al cuore del problema: colpisce senza esitazioni, ci obbliga a riconoscere i nostri sentimenti, aiuta a trovare le parole per raccontare il dolore, lo spaesamento e la rabbia. E la paura.