OTTO GIORNI, OTTO LUMI – Sesto lume
Rav Yechezqel ben Yehuda HaLevi Landau (Opatòw 1713 – Praga 1793), nella raccolta di suoi discorsi “Derushè HaTzlach” (Derush 34), scrive che nei giorni di Chanukkà è bene porre attenzione a tutto ciò che provoca alla Shekhinà, la presenza divina, di distaccarsi dal popolo d’Israele. A causa delle nostre colpe, oggi non c’è più il luogo della dimora della Shekhinà perché è stato distrutto il Tempio, ma grazie alla misericordia divina abbiamo i Battè hakeneset, le sinagoghe, dove può ancora dimorare la Shekhinà. E chi ha la cattiva consuetudine di parlare, invece di pregare, durante la preghiera, è come gli ellenisti che hanno reso impuro l’altare dei sacrifici e hanno posto immagini pagane nel Santuario. Dalle parole del Nodà Byhudà (appellativo di Rav Landau) si comprende il motivo per cui nei giorni di Chanukkà si deve riparare a tutto ciò che provoca il distacco della presenza divina da noi: perché questo era lo scopo degli ellenisti e degli ellenizzati con i loro decreti e le loro vessazioni. La vittoria dei maccabei in quei tempi trasmette a noi oggi la responsabilità di sovvertire l’intento dei nostri nemici e far aumentare la presenza divina con il tikkun da fare in questi giorni di festa.
Rav Adolfo Locci, rabbino capo di Padova