USA – Joe Biden “nauseato dall’antisemitismo”
Alcuni giorni dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, Shai Hermesh era tornato a casa, nel kibbutz di Kfar Aza. Della sua abitazione però erano rimaste solamente macerie. I terroristi l’avevano trasformata nel proprio centro operativo e negli scontri con l’esercito era stata completamente distrutta. Cercando qualche oggetto superstite, Hermesh aveva miracolosamente ritrovato intatti i propri tefilli e la Hanukkiah in cristallo. Quella stessa Hanukkiah è stata inviata dal presidente israeliano Isaac Herzog al presidente degli Stati Uniti Joe Biden perché fosse accesa a Washington. E ieri il candelabro di Kfar Aza ha illuminato la cerimonia organizzata alla Casa Bianca. La Hanukkiah, si legge nel messaggio dell’amministrazione Usa, “è un ricordo della fiamma della fede che resiste alle tragedie e alle persecuzioni”.
Nell’occasione Biden ha ribadito il suo “incrollabile” sostegno alla “sicurezza del popolo ebraico, alla sicurezza di Israele e al suo diritto di esistere”. E sottolineato come “non sia necessario essere ebrei per essere sionisti”.
Sul conflitto, la promessa dell’amministrazione è di continuare “a fornire assistenza militare a Israele fino a quando non si sbarazzeranno di Hamas”. Per Biden è però necessario “stare attenti” perché “l’opinione pubblica mondiale può cambiare da un giorno all’altro, non possiamo permetterlo”. Il
Presidente ha poi ricordato la trentennale amicizia con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ma di non condividere la sua visione politica.
La cerimonia di Hanukkah è stata anche l’occasione per affrontare il problema dell’antisemitismo negli Stati Uniti. Secondo l’Anti-Defamation League, nei due mesi successivi al 7 ottobre in America ci sono stati 2.031 episodi antisemiti: dalle aggressioni fisiche, al vandalismo contro luoghi identificabili come ebraici a manifestazioni contro Israele in cui risuonava “una retorica classicamente antisemita, antisionista e di sostegno al terrorismo”. Il presidente Biden si è detto “nauseato” per il riemergere dell’antisemitismo. “Lo vediamo, nelle nostre comunità, nelle scuole, nei college e nei social media”. Poi l’appello a “tutti gli americani a chiarire che non c’è posto per l’odio in America – contro gli ebrei, i musulmani o contro chiunque”.