DAI GIORNALI DI OGGI
Bokertov 12 aprile 2024

Sono 133 gli ostaggi israeliani ancora in mano a Hamas nella Striscia di Gaza. Secondo fonti dell’intelligence di Gerusalemme 34 di loro sono stati uccisi in questi 189 giorni di prigionia. «Esiste la concreta possibilità che i deceduti siano molti di più», ha riferito una fonte del Wall Street Journal. Notizia ripresa dai quotidiani italiani oggi. Per Repubblica, «Se così, diventa chiaro perché Hamas, durante il negoziato in corso al Cairo per la liberazione, ha lasciato intendere ai mediatori di non essere in grado di rintracciare e scambiare i 40 ostaggi previsti nella prima fase di un possibile accordo». Daniel Shek, portavoce del forum delle famiglie degli ostaggi, parlando con il Corriere della Sera, prova a sperare: «Può essere che ad Hamas faccia comodo fingere di non avere il controllo della situazione. Darebbe loro maggiore flessibilità per negoziare».

«Haniyeh, i figli “martiri”. Ma gli altri sono con lui nell’esilio dorato a Doha», titola il Corriere della Sera, raccontando come il capo politico di Hamas abbia portato con sé una parte della propria famiglia in Qatar e sia oggetto di critiche tra i palestinesi per questa scelta. L’uccisione a Gaza di tre dei suoi figli, che secondo Tsahal pianificavano attacchi terroristici, sarà usata da Hanyeh per rilanciare la sua immagine, sottolinea il Corriere. «Il video con la sua reazione composta e virile alla notizia sull’uccisione di figli e nipoti è destinato a suscitare l’ammirazione degli aderenti di Hamas e dei simpatizzanti per la loro causa, per le stesse ragioni per le quali mi è odioso», scrive sul Foglio Adriano Sofri, definendo questo atteggiamento «ripugnante».

Continua l’attenzione dei giornali sull’allarme per un imminente attacco iraniano contro Israele. Potrebbe essere un’azione simultanea dal cielo contro città e villaggi israeliani, scrive Repubblica. E l’esercito israeliano si sta preparando a ogni eventualità. Secondo l’intelligence, tra gli obiettivi del regime ci sarebbero Tel Aviv, l’area del Golan e il centro di ricerca nucleare nel Negev. Ieri in Israele, riporta La Stampa, è arrivato il generale Michael Kurilla, capo del Centcom, il comando militare americano più importante. Qui ha incontrato il capo di Stato maggiore israeliano Herzi Halevi e il ministro della Difesa Yoav Gallant. Lo scopo era coordinarsi con l’alleato in caso di raid iraniani contro lo Stato ebraico.

Lo storico inglese Simon Schama pubblica anche in Italia un saggio nel quale rileva come ogni virus, a partire dal Covid, intreccia razzismo, xenofobia e antisemitismo. Si intitola Corpi estranei (Mondadori) e l’autore ne parla con Repubblica. Secondo Schama viviamo in «un mondo basato sui litigi, sulla violenza verbale, sulla radicalizzazione ideologica. Così come sta avvenendo nei campus americani, per esempio, una situazione aggravata dal comportamento ambiguo dei rettori delle principali università del Paese, come dimostrato nelle loro recenti testimonianze pubbliche. Del resto, viviamo in una società promossa dagli algoritmi e dal clickbait, che fomentano le divisioni e alienano sempre di più il sano confronto e l’approfondimento».

Sulle pagine di Repubblica la storica Dina Porat riflette sulle recenti tensioni tra Israele e il Vaticano in merito al conflitto a Gaza e torna sull’accordo siglato tra le due diplomazie trent’anni fa per regolarne i rapporti. Porat sottolinea l’articolo 2 di questo accordo, incentrato sulla lotta all’antisemitismo.

Nel trattato “Sotà”, i Maestri «dettano regole giuridico-religiose in caso di sospetto adulterio», racconta Massimo Giuliani, presentando la traduzione del trattato talmudico a cura di rav Riccardo Di Segni (edito da Giuntina). Queste regole, ricorda Giuliani, «tutelavano la donna in nome dell’armonia coniugale, ritenuta un bene pubblico».