DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 11 marzo 2025

Al via in Arabia Saudita i negoziati relativi alla guerra in Ucraina. La scelta di Riad, scrive il Corriere della Sera, è parte di una strategia più ampia orchestrata dal presidente Usa Donald Trump. L’offerta a Mohammad bin Salman, si legge, «è semplice» e viene avanzata «con la brutalità elementare del businessman». La filosofia dell’inquilino della Casa Bianca sulla questione è riassunta così: «Voi sauditi seguitemi nel mio progetto su Gaza per risolvere la questione israelo-palestinese e io vi rendo partner negli affari del mondo».

A Doha si discute invece di Gaza e degli ostaggi ancora prigionieri di Hamas. La vigilia dei colloqui è stata turbata dall’attivismo di Adam Bohler, riporta il Giornale. L’inviato di Trump per gli ostaggi «ci è andato a testa bassa, decidendo di trattare direttamente coi terroristi, definendo i rapiti israeliani “prigionieri”, spiegando che i suoi interessi erano solo americani e che non era “la baby sitter” di Israele». Bohler ha definito gli incaricati di Hamas «gente molto carina», creando disagio in Israele. Poi si è rimangiato tutto, riallineandosi alla posizione ufficiale di Washington.

Massacri ed espropri. In Siria è l’ora della grande vendetta, sottolinea tra gli altri il Corriere. Forse, si legge, «Al Jolani non ha saputo prevenire la violenza, forse non ha il controllo su tutte le fazioni armate che hanno saccheggiato, ucciso e bruciato le aree alawite». Ma c’è anche l’ipotesi che abbia deciso «di cavalcare la mattanza», perché «avrebbe potuto andare sulla costa, mostrarsi a fianco degli alawiti, ma è rimasto a Damasco».

Mahmoud Khalil, studente simbolo delle proteste anti-israeliane alla Columbia University, è stato arrestato a New York. Come riporta Repubblica, il Dipartimento di sicurezza nazionale ha confermato il fermo «a sostegno degli ordini esecutivi che vietano l’antisemitismo» firmati da Trump.

“Evento pro-Hamas in Statale. Ira della comunità ebraica”, titola Libero, segnalando la disapprovazione di alcuni esponenti dell’ebraismo milanese per un convegno su Gaza al quale è stata invitata Francesca Albanese. Libero la definisce «la controversa inviata Onu per la Palestina».

Nell’area archeologica di Ostia Antica è stato presentato un bagno rituale ebraico (mikveh) d’epoca romana. Un ritrovamento storico, festeggiato anche dalla Comunità ebraica della capitale. Il mikveh, racconta il Messaggero, spicca «all’interno di un sontuoso edificio che ha svelato una sequenza di ambienti impreziositi da pavimenti rivestiti di mosaici con figure floreali disegnate a tessere bianche e nere».