DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 24 marzo 2025
Nei nuovi raid su Gaza l’aviazione israeliana ha ucciso il 65enne Salah al-Bardawil, figura di primo piano di Hamas. «Si tratta del terzo membro dell’ufficio politico a essere eliminato dalla fine del cessate il fuoco, dopo il leader del governo Essam al Dalis e Yasser Harb», riporta tra gli altri il Corriere della Sera. È stata poi annunciata da Israele l’eliminazione di un altro funzionario di alto livello: Ismail Barhoum, 57 anni, «considerato il nuovo primo ministro succeduto ad Al Dalis». Gli avversari più duri per lo Stato ebraico? Per Libero sono comunque gli Huthi dello Yemen: «Nonostante la serie ininterrotta di attacchi contro il proprio territorio, gli israeliani non riescono a bloccarli».
Sul fronte interno il governo di Gerusalemme ha votato la mozione di sfiducia per la procuratrice generale Gali Baharav-Miara. L’iniziativa, contestata dall’opposizione, segue di poche ore il licenziamento del capo dello Shin Bet. «Bibi prosegue con le epurazioni», scrive il Corriere della Sera, mettendo in relazione i due eventi. Secondo Repubblica, «l’ordine è cacciare chiunque stia indagando su Netanyahu». L’ex ufficiale dell’intelligence Avi Melamed, intervistato dal Giornale, sostiene che vari sostenitori del Likud siano a disagio: «Sono sospettosi, convinti che Netanyahu sia mosso da interessi politici e personali, illegittimi. Fanno parte della classe media, servono nell’esercito o sono riservisti. Sono arrabbiati per le manifestazioni di violenza dei coloni in Cisgiordania e perché il premier esclude gli haredim (gli ebrei ultraortodossi) dal servizio nelle Forze Armate».
Proseguono nel paese le proteste di piazza, collegate alla ripresa della guerra e alle ultime decisioni dell’esecutivo. Fiamma Nirenstein, sul Giornale, le interpreta così: «Se mai un periodo nella storia italiana, con tutte le dovute differenze, ricordasse questo in Israele, sarebbe quello dell’esplosione mediatica e popolare contro Silvio Berlusconi, quando metà Italia e quasi tutti i media, non potendo accettare la svolta post resistenziale che indicava la strada della democrazia liberale e capitalista, crearono un mito autoritario, una rivoluzione antigovernativa».
Su vari giornali torna d’interesse la figura di Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca per il Medio Oriente e per la crisi russo-ucraina, soprattutto per via di una controversa intervista in cui ha elogiato Vladimir Putin. Il suo ruolo è analizzato alla luce di entrambi i conflitti. «Di recente Witkoff aveva venduto il Park Lane Hotel di Manhattan al fondo sovrano del Qatar per 623 milioni di dollari», ricorda il Corriere. Un affare del genere «sarebbe stato visto come un conflitto di interessi da una diversa amministrazione» visto che il Qatar è paese mediatore tra Israele e Hamas, si legge ancora, ma per Trump al contrario «è un asset». Secondo La Stampa l’idea di pace perseguita da Witkoff è quella tipica di un immobiliarista: «Territori e risorse da spartire, palazzi da ricostruire e soprattutto tanti soldi da fare».
Nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, numerose iniziative sono in programma a Roma. Tra le altre il Messaggero segnala un evento pomeridiano in Campidoglio con la partecipazione del presidente della Comunità ebraica Victor Fadlun.