DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 2 aprile 2025

Israele ha compiuto un attacco aereo nel quartiere di Dahieh, a sud di Beirut, uccidendo un alto esponente di Hezbollah, Hassan Bdair, e altre due persone. Secondo le Idf, Bdair stava pianificando un attentato contro civili israeliani. Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato l’attacco come una violazione della sovranità del suo paese, chiedendo sostegno internazionale, scrive Avvenire. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha denunciato la cooperazione tra Iran, Hezbollah e Hamas in Libano, e sarà oggi a Parigi per discutere delle minacce regionali. Anche il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarà in Europa, ospite a Budapest di Viktor Orban. Il premier ungherese ha garantito a Netanyahu l’immunità dal mandato d’arresto della Corte penale internazionale.

«Il pasticciaccio di Netanyahu: dietrofront sul capo delle spie» titola Domani, raccontando la decisione del primo ministro israeliano di revocare, appena 24 ore dopo averla annunciata, la nomina di Eli Sharvit a nuovo capo dello Shin Bet. Passo indietro dovuto al coinvolgimento di Sharvit in proteste contro la riforma della giustizia promossa dal governo.

«La corte israeliana di Rishon Letzion ha ordinato di revocare il bavaglio informativo sulle indagini Qatargate», scrive il Sole 24 Ore. La richiesta di revoca è stata avanzata dall’avvocato di Jonatan Urich, tra i principali sospettati nel caso. Tuttavia, il giudice Menahem Mizrahi ha reso pubblico un breve riassunto sullo scandalo parlando di un «ragionevole sospetto» su Urich ed Eli Feldstein, i due assistenti del primo ministro Netanyahu arrestati nell’inchiesta. «I sospetti riguardano i presunti fondi illeciti ai due collaboratori dal Qatar – che è anche tra i maggiori finanziatori di Hamas – nonché i sospetti di reati finanziari, tra cui riciclaggio di denaro», spiega il Sole 24 Ore.

Il Foglio dà voce alla rabbia dei famigliari degli ostaggi in Israele, raccontando la storia di Yehuda Cohen, padre di Nimrod, militare rapito da Hamas il 7 ottobre. Cohen accusa il governo Netanyahu di essere «criminale» per non fare abbastanza per riportare a casa i prigionieri. «Si perdona tutto a un padre disperato», afferma il Foglio, riportando i racconti dei rapiti liberati delle torture e violenze subite a Gaza.

Dopo la Columbia, anche l’università di Harvard è finita nel mirino dell’amministrazione Trump. La Casa Bianca ha avviato una revisione di circa 9 miliardi di dollari in fondi federali destinati all’ateneo, accusato di non aver contrastato l’antisemitismo all’interno del campus, soprattutto dopo le proteste seguite all’attacco di Hamas del 7 ottobre. «Se i fondi dovessero essere tagliati», scrive La Stampa, «le ripercussioni economiche sarebbero enormi: pur se sostenuta dalle donazioni e dalle altissime rette, Harvard così come molte altre istituzioni accademiche ha bisogno dei fondi federali per progetti di ricerca scientifici che non possono permettersi né ritardi ne blocchi temporanei».

Alla vigilia dell’annuncio del presidente Donald Trump di nuovi dazi, Israele ha cancellato tutte le tariffe sui beni importati dagli Stati Uniti. «Eliminare completamente i dazi sulle importazioni dagli Stati Uniti è un passo importante per salvaguardare l’economia israeliana in un periodo delicato e per rafforzare i rapporti economici con il nostro alleato più importante», ha dichiarato il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, in una nota ripresa oggi dal Corriere della Sera.

Il presidente turco Recep Erdogan sarà a Roma il 17 aprile per un vertice con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, volto a rafforzare i rapporti economici tra Italia e Turchia. Sullo sfondo, scrive il Quotidiano Nazionale, pesano le tensioni interne in Turchia dopo l’arresto del sindaco di Istanbul e oppositore di Erdogan, Ekrem Imamoglu e le crescenti frizioni con Israele. Ankara starebbe per installare una base militare in Siria, provocando l’allarme di Gerusalemme, spiega il quotidiano. Le mosse turche nel Mediterraneo orientale hanno spinto Israele a rafforzare la cooperazione strategica con Grecia e Cipro.

Il deputato statunitense Brian Mast ha chiesto al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite di non rinnovare il mandato di Francesca Albanese come relatrice speciale Onu per i territori palestinesi. Sul Riformista, Iuri Maria Pardo ricorda la faziosità dimostrata in questi anni da Albanese con attacchi a Israele e al mondo ebraico.

Il ministro della Giustizia Claudio Nordio è intervenuto davanti alla Commissione straordinaria su intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione a odio e violenza. «Un’audizione molto interessante», ha commentato la presidente della Commissione, la senatrice a vita Liliana Segre (Corriere della Sera).