DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 4 aprile 2025

Durante la visita di Benjamin Netanyahu a Budapest, il premier ungherese Viktor Orbán ha annunciato ufficialmente il ritiro dell’Ungheria dalla Corte Penale Internazionale, definita «un tribunale politico». «Sono stato io a firmare l’adesione, ora firmo l’uscita», ha dichiarato Orbán, ricevendo l’applauso di Netanyahu, che ha parlato di «organizzazione corrotta» e ha aggiunto: «Siete i primi, ma non sarete gli ultimi» (Stampa e Repubblica). Durante la visita – che durerà fino a domenica – si parla anche del possibile spostamento dell’ambasciata ungherese a Gerusalemme, seguendo l’esempio americano del 2017.
I due leader hanno ribadito la loro alleanza politica e ideologica, scrive il Giornale, anche durante una parata solenne al castello di Buda, sotto le bandiere ungheresi e israeliane. Orbán ha definito l’Ungheria «il luogo più sicuro d’Europa per gli ebrei», accusando l’Occidente di alimentare l’antisemitismo attraverso «l’immigrazione irregolare». Netanyahu ha ringraziato l’Ungheria per il sostegno diplomatico all’Onu e in UE e ha elogiato l’adozione della definizione IHRA di antisemitismo.

Secondo il Corriere della Sera, i famigliari dei 59 ostaggi israeliani ancora a Gaza – tra loro solo 24 sarebbero in vita – considerano il viaggio all’estero di Netanyahu «un insulto». Al governo chiedono il ritorno alla tregua per ottenere il rilascio dei loro cari. Il primo ministro, prosegue il quotidiano, ribadisce che «la pressione militare sta funzionando» e ha incaricato dei negoziati il fedelissimo Ron Dermer, criticato dai parenti: nonostante le nuove proposte dei mediatori egiziani le trattative restano in stallo, conclude il Corriere.

Come raccontano il Corriere e Sole 24 Ore, nella Striscia di Gaza si moltiplicano episodi di protesta contro Hamas. A Deir El Balah, il potente clan Abu Samra ha giustiziato un membro del gruppo terroristico ritenuto responsabile della morte di un loro famigliare, ucciso con un colpo di pistola mentre attendeva in fila di ricevere della farina. «La tensione a Gaza cresce dopo le recenti proteste popolari, durante le quali Hamas ha ucciso sette manifestanti», sottolinea il Corriere. Alcuni clan storici, un tempo vicini a Fatah poi diventati filo-jihadisti, ora mostrano segni di rottura con Hamas.

Il Foglio solleva forti dubbi sull’attendibilità delle cifre diffuse da Hamas, secondo cui il 70% delle vittime a Gaza sarebbero donne e bambini. Ricerche indipendenti rivelano che molti nomi sarebbero stati rimossi dagli elenchi e che la maggioranza dei morti – il 72% – risulterebbe in realtà composta da uomini in età da combattimento. Anche l’Associated Press e altre analisi internazionali parlano di dati manipolati, usati per alimentare la narrativa del «genocidio» e influenzare l’opinione pubblica, sottolinea il quotidiano.

In un incontro a Parigi con l’omologo francese Jean-Noël Barrot, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha ribadito la linea dura di Israele sull’Iran: «Non permetteremo mai che si doti di un’arma nucleare», riferiscono Sole 24 Ore e Corriere. I due ministri hanno discusso anche di Libano, Siria, Gaza e della sorte degli ostaggi israeliani. Sa’ar ha definito la Francia «un paese amico», sottolineando però alcune divergenze. Sul Libano ha accusato l’Iran di «occupazione» e auspicato il proseguimento del cessate il fuoco. Riguardo a Teheran, pur non escludendo la via diplomatica, ha confermato che Israele resta vigile, specie dopo l’apertura degli iraniani a negoziati indiretti con gli Stati Uniti. Anche la Siria, sottolineano tra gli altri Libero e Giornale, resta nel mirino israeliano: nuovi attacchi hanno colpito basi vicino a Damasco. L’obiettivo, scrivono i due quotidiani, è lanciare un messaggio al nuovo governo islamista, accusato di minacciare la stabilità regionale.

In Israele si continua a discutere del “Qatargate”, caso politico-giudiziario che coinvolge collaboratori di Netanyahu, giornalisti e imprenditori accusati di aver ricevuto fondi da Doha per migliorarne l’immagine. Lo Shin Bet ha avviato un’indagine su possibili fughe di informazioni sensibili, causando lo scontro diretto con il premier, che ha licenziato il capo dei servizi segreti e denuncia una «caccia alle streghe», riporta il Foglio. Per il quotidiano, «il Qatargate potrebbe essere la più grande operazione di maquillage di un paese nemico che vuole indebolire Israele, potrebbe essere anche una prepotente illusione politica arrivata a confondere un paese che dopo il 7 ottobre non sa più di chi fidarsi».

La Conferenza episcopale pugliese, riporta Avvenire, ha espresso pieno sostegno all’arcivescovo di Manfredonia, Franco Moscone, respingendo le accuse di antisemitismo mosse dall’ambasciata israeliana presso la Santa Sede contro Moscone. L’arcivescovo, nel corso di una manifestazione per la pace a Bari, ha accusato Israele di compiere un genocidio e paragonato Gaza a un campo di sterminio. Una retorica, ha denunciato la diplomazia israeliana, «velenosa, moralmente corrotta, che alimenta odio e stereotipi antisemiti».

Libero attacca il Pd per non aver votato in Europa a favore di emendamenti proposti da partiti di destra, relativi alla condanna dell’antisemitismo, della cristianofobia e della persecuzione religiosa, in particolare da parte di gruppi islamisti.