DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 11 novembre 2025

Le cronache si occupano del grave episodio di antisemitismo avvenuto alla stazione centrale di Milano, dove un gruppo di ebrei ortodossi statunitensi è stato aggredito da un giovane pachistano, appena sceso da un treno proveniente dalla Svizzera, che ha iniziato a urlare frasi «sui bambini uccisi in Palestina», accusando Israele «di aver sterminato il popolo palestinese» e si è poi avvicinato a uno di loro in particolare e lo ha colpito, accanendosi «sulla testa» (Corriere della Sera). Il gruppetto di ortodossi, in vacanza in Italia, «stava semplicemente guardando il tabellone con gli orari dei treni per spostarsi da Milano a Venezia e proseguire il tour» (Il Giornale). Il cittadino pachistano è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali aggravate da motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Nelle cronache dal Medio Oriente l’attenzione è sulla missione di Jared Kushner in Israele, propedeutica alla realizzazione della seconda fase del piano Trump. Uno dei punti sui quali le parti si sono confrontate è il destino di circa 200 terroristi intrappolati nei tunnel sotto Rafah. Secondo fonti israeliane, «gli Usa stanno facendo pressione su Israele affinché consenta loro un passaggio sicuro dopo che si saranno arresi e avranno deposto le armi» (La Stampa). L’esito di questa istanza non è scontato e tra i due storici alleati vi sarebbero alcune divergenze. «La guerra non è finita, coloro che cercano di farci del male si stanno riarmando», ha dichiarato ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. E se la partita per chiudere la guerra a Gaza resta ancora aperta, osserva il Corriere, «è sugli Accordi di Abramo che Trump punta per ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente». In tema ieri Riad «ha segnalato a Washington attraverso canali diplomatici che la sua posizione non è cambiata: firmerà soltanto se ci sarà un accordo su una roadmap per la creazione di uno Stato palestinese».

Dal Parlamento israeliano è arrivato il primo dei tre sì necessari per l’approvazione della legge che prevede la pena di morte per i terroristi, fortemente voluta dal ministro Itamar Ben Gvir. Come spiega Libero, in Israele «il capestro è formalmente in vigore solo per alcuni crimini più gravi come il genocidio» e «l’unica persona condannata a morte e giustiziata fu il gerarca nazista Adolf Eichmann, impiccato nel 1962».

La Siria «è un asset fondamentale per la stabilità» nella regione, sottolinea il Riformista, soffermandosi sulla visita del leader siriano Ahmed al Sharaa alla Casa Bianca. «Il presidente Usa ha scommesso da tempo sulla normalizzazione dei rapporti tra Paesi arabi e Stato ebraico», si legge. «E il fatto che proprio la Siria, formalmente ancora in guerra con Israele, possa iniziare un dialogo con il suo vicino meridionale, può diventare il simbolo dell’agenda levantina di The Donald».

Nuovo terremoto in casa BBC dopo le accuse per il video “ritoccato” di Trump del gennaio del 2021, per il quale il diretto interessato minaccia una maxi querela. Il Corriere tra gli altri ricorda alcuni “scivoloni” recenti che già avevano minato la credibilità del servizio pubblico radiotelevisivo britannico. Ad esempio, «aveva suscitato obbrobrio il documentario su Gaza andato in onda nel febbraio di quest’anno, dopo che si era scoperto che il 13enne che narrava la storia altri non era che il figlio di un alto dirigente di Hamas» e «più in generale il canale arabo dell’emittente è accusato di parzialità anti-israeliana ai limiti dell’antisemitismo».

«Sono state parole gravi ma che sono fiducioso che in primis la Lega saprà correggere», scrive Riccardo Pacifici sul Foglio a proposito delle recenti esternazioni del generale Vannacci sul fascismo e le leggi razziste. L’ex presidente della Comunità ebraica romana accusa al tempo stesso le forze del cosiddetto campo largo («con la sola eccezione di Italia Viva») di aver contribuito ad alimentare «la demonizzazione degli ebrei, identificati e stigmatizzati in quanto sionisti».

«L’ideologia che abbraccia la signora Albanese non mira a costruire, ma a distruggere: l’obiettivo è la cancellazione di Israele e del popolo ebraico», sostiene Fiamma Nirenstein sul Giornale, commentando l’intervista della special rapporteur con il Corriere. Nirenstein definisce Albanese la «capa degli amici di Hamas».