SCIENZA – L’israeliana Yifat Merbl tra i dieci scienziati dell’anno secondo Nature
Pochi mesi dopo aver visto il suo laboratorio distrutto da un missile iraniano, la biologa israeliana Yifat Merbl, del Dipartimento di Immunologia del Weizmann Institute, è stata inserita da Nature nella lista delle dieci persone più influenti nella scienza del 2025.
Secondo la motivazione della rivista, Merbl «ha scoperto un nuovo e sconosciuto strato del sistema immunitario umano». Nature l’ha definita una “detective di peptidi”, capace di individuare «un nuovo meccanismo immunitario, nascosto tra i detriti cellulari». La scienziata studia i proteasomi, i “centri di riciclaggio” delle cellule: strutture che normalmente degradano le proteine vecchie o danneggiate. La ricerca del suo team mostra che, in certe condizioni, questi “macchinari” non si limitano a degradare le proteine ma le trasformano in peptidi antimicrobici, una sorta di antibiotico naturale. «Fino ad ora non eravamo riusciti a individuarla perché non avevamo guardato nei bidoni della spazzatura delle cellule», ha spiegato Merbl in un’intervista a Nature.
Tra i risultati, l’identificazione di migliaia di frammenti con potenziale attività antibatterica. «È stato un momento da brividi», ha raccontato, quando il team ha capito di trovarsi davanti «a qualcosa di fondamentale». Questo meccanismo sembra attivarsi già nelle prime fasi di un’infezione, prima della risposta immunitaria classica. Per la biologa del Weizmann, la scoperta potrebbe aprire «un nuovo orizzonte terapeutico», soprattutto per pazienti immunodepressi e in un’epoca in cui «la resistenza agli antibiotici minaccia la salute pubblica».
Il riconoscimento arriva dopo mesi difficili a causa della distruzione del suo laboratorio durante gli attacchi missilistici iraniani dello scorso giugno. «L’intero edificio era danneggiato, tutto era pieno di detriti», ha raccontato a ynet. Il suo team ha dovuto mettere in salvo campioni e dati senza elettricità, per poi trasferirsi altrove e ricominciare. «Siamo entrati con le squadre di emergenza e abbiamo salvato tutto quello che potevamo», ha aggiunto, sottolineando il ruolo dei suoi studenti nella ripartenza del laboratorio.
In un messaggio pubblico dopo l’annuncio di Nature, Merbl ha parlato di un riconoscimento «profondamente commovente» e ha ringraziato «studenti, mentori, famiglia e amici» per il sostegno. Ha ricordato che la scoperta è nata da «una piccola anomalia», uno di quei segnali che «la scienza offre occasionalmente, insistendo per essere seguiti».
Secondo la ricercatrice, i proteasomi non sono solo «macchine distruttive», ma sistemi capaci di «produrre informazioni molecolari» che guidano il comportamento delle cellule. «Ciò che mi entusiasma di più», ha scritto, «è capire quanto ci sia ancora da scoprire. Ogni risposta apre nuove domande». E ha concluso con una promessa: «Vogliamo tradurre queste scoperte in un impatto sulla salute umana».