DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 2 gennaio 2026

Tutti i giornali aprono con la strage di Capodanno a Crans-Montana. Il dramma consumatosi nelle scorse ore tiene in ansia anche l’Italia per via dei numerosi connazionali dispersi e feriti e ha colpito da vicino il mondo ebraico. «La località da decenni è meta di vacanza per molte famiglie ebree milanesi, che ieri hanno passato la giornata nella disperazione, assistendo amici che non trovavano più i figli, scambiandosi i dettagli di una notte nella quale tutti all’inizio hanno pensato all’attentato contro di loro», scrive Repubblica. Il locale andato a fuoco si trova accanto al centro comunitario guidato dal movimento Chabad. Tra i dispersi viene fatto il nome di «Riccardo Minghetti, sedicenne romano appartenente alla comunità ebraica che frequenta molto Crans-Montana», informa ancora Repubblica. «Oggi è arrivata anche la squadra dello Zaka del Maghen David Adom, la sezione della Croce Rossa di Israele specializzata nel riconoscimento dei corpi carbonizzati», racconta la milanese Francesca Olga Hasbani. Repubblica parla di «notte da incubo» anche per Dalia Gubbay, assessore alle scuole della Comunità del capoluogo lombardo: «Non dimenticherò mai quel che ho visto». Frequentatrice da 30 anni di Crans-Montana, Gubbay dichiara a Libero: «Potevano esserci i miei figli là in mezzo». Nel descrivere la situazione intorno, parla di «ambulanze, agenti di polizia ovunque, persone che piangevano, persone ustionate».

Il 7 gennaio inizierà l’iter parlamentare del ddl sull’antisemitismo presentato dal senatore del Pd Graziano Delrio e ostacolato da una parte consistente del “campo largo”. Il Corriere segnala «possibili convergenze» tra partiti per arrivare rapidamente a una nuova legge. Anche se «uno degli ostacoli principali, al momento, sembra la definizione di antisemitismo» e «le polemiche seguite all’arresto di Mohammad Hannoun potrebbero rendere più difficili eventuali intese».

Gli arresti partiti da Genova sono ancora oggetto di attenzione. Il Giornale sostiene come l’asserire da parte di alcuni che siano solo carte «passate da Israele e dal Mossad» sia un tentativo di «delegittimare il lavoro svolto dalla Procura di Genova, dalla nostra intelligence e dalle forze di polizia e Guardia di Finanza». Il Tempo intervista il direttore del Museo della Brigata Ebraica, Davide Riccardo Romano, che afferma: «Con l’arresto di Hannoun è venuto fuori “Propalopoli”, ovvero quel sistema nato in Italia per finanziare il terrore e realizzare il piano di chi intende cancellare Israele. Quanto denunciamo da anni, purtroppo, è diventato realtà».

Ieri a Bologna si è svolta la decima edizione della Marcia per la Pace. Per Libero,  «passerà agli annali come quella dello strappo con la Comunità ebraica che ha ritenuto “troppo politica” la piazza e per tramite del suo presidente, Daniele De Paz, ha lasciato in anticipo la manifestazione». Libero riporta anche una lettera dell’ex parlamentare Paola Concia, pubblicata sul sito dell’associazione Setteottobre, sulla sinistra che sembra aver «perso l’anima».

Avvenire recensisce il saggio S. Freud, C. G. Jung, Sabina Spielreine «la faccenda nazionale ebraica» (ed. Bollati Boringhieri) di David Meghnagi. Per Avvenire, «in dodici densi e dotti capitoli è un’intera storia intellettuale del primo Novecento ad essere sciorinata e riletta attraverso la complicata (sebbene in sé abbastanza semplice) triangolazione delle figure di analisti della psiche umana evocati nel titolo».

Abdirahman Cirro, il presidente del Somaliland, visiterà presto Israele e aderirà agli Accordi di Abramo. Ne scrive il Sole 24 Ore, sottolineando come negli scorsi giorni Israele sia diventato il primo stato membro delle Nazioni Unite a riconoscere il Somaliland, ponendo fine a più di 30 anni di isolamento diplomatico del paese africano.

Il Giornale intervista il presidente del Senato, Ignazio La Russa. La prima riflessione è sul Medio Oriente: «È importante quello che sta facendo il governo. Giorgia Meloni non gioca a seguire l’onda emotiva di Gaza, anzi ha condannato gli eccessi di Israele, mentre difende fino in fondo il diritto di esistere dello Stato ebraico».

Sulla Stampa, Anna Foa scrive del blocco ad alcune ong operato da Israele. Per Foa, «a farne le spese è la popolazione di Gaza, priva di cibo, case, strutture sanitarie», ma in prospettiva «a farne le spese saremo tutti noi, con la delegittimazione delle istituzioni internazionali nate dopo il 1945 per evitare nuovi orrori».

Il Foglio si sofferma sulla bassa crescita demografica di Israele nel 2025: «Malgrado si tratti ancora di numeri contenuti, rimane pur sempre un segnale d’allarme».