DAFDAF 164 – Cinema, libri e musei, insieme

“È tempo di cinema… di nuovo! Non ci sono solo i festival di Locarno, Berlino e Lipsia, anche in Italia c’è chi pensa al pubblico più giovane. Anzi, c’è chi da anni ha deciso di investire sugli spettatori più piccoli, contando sul fatto che – una volta cresciuti – non smetteranno di frequentare le sale cinematografiche. Si tratta del Trieste Film Festival, il principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, noto anche come TSFF. Anche la sua 37° edizione che nel 2026 si terrà dal 16 al 24 gennaio, ha un programma speciale, il TSFF dei piccoli, che guarda a est”. Si aprono con queste parole le pagine che il nuovo numero di DafDaf, il numero 164, dedica al cinema. Il Trieste Film Festival a dire il vero lo si incontra già in copertina, con una immagine tratta da “Pohadky po Babicce”, ossia “I racconti del giardino incantato”, la di tre bambini che trascorrono la notte a casa del nonno. E ricordando la nonna, che era la narratrice della famiglia, iniziano a inventare storie e scoprono il potere dell’immaginazione.

Le prime pagine del numero di gennaio del giornale ebraico dei bambini sono dedicate a un libro che non è ancora arrivato in libreria, ma che possiamo presentare ai nostri giovani lettori grazie alla collaborazione con orecchio acerbo, la casa editrice che prende il nome da una poesia di Gianni Rodari. Il volume, scritto da Titti Marrone e illustrato da Daniela Vizzino si intitola “Il bambino sull’albero” e racconta la storia di 25 bambini sopravvissuti ai campi di concentramento che hanno trascorso un periodo a Lingfield House, a Londra, . Venivano seguiti da uno staff di psicologi, assistenti sociali e collaboratori affettuosi, diretti da Alice Goldberger, una psicologa ebreo-tedesca che aveva a lungo collaborato con Anna, la figlia di Sigmund Freud. Tra di loro anche Andra e Tatiana Bucci, le due italiane più giovani sopravvissute alla Shoah.

A Torino, al Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia, noto anche come Musli, di cui abbiamo già parlato sulle pagine di DafDaf, uno spazio dove si può fare lezione di bella scrittura sui vecchi banchi di legno, usando pennini e calamai o visitare l’Isola della Grammatica, per esempio, ha aperto il Pop-App Museum. La prima mostra si intitola “Sempre allegri, Bambini! Lothar Meggendorfer e il libro animato in Italia tra Otto e Novecento”, ed è un omaggio all’artista tedesco che è stato uno dei principali creatori di libri animati di tutti i tempi, a cento anni dalla sua scomparsa.

buona lettura!

ada treves