DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 6 gennaio 2025

Al tragico bilancio degli italiani morti nella strage di Capodanno a Crans-Montana si dovrebbero aggiungere le sorelle Alicia e Diana Gunst, 15 e 14 anni, che avevano la doppia nazionalità italo-svizzera. Lo scrive il Corriere della Sera, segnalando come le sorelle Gunst facessero parte della Comunità ebraica di Losanna (come già riportato ieri da Pagine Ebraiche). Per venerdì 9 gennaio la Confederazione elvetica ha invitato i capi dei paesi colpiti a una giornata di lutto internazionale, mentre in Italia la riapertura mercoledì mattina delle scuole avverrà con un minuto di silenzio in ricordo di tutte le vittime.

Nel sostanziale disinteresse dell’attivismo italiano, in Iran si continua a protestare e morire. «Scendere in piazza contro gli ayatollah non sembra una buona idea, perché si rischia di dare ragione a chi, come l’America e Israele, denuncia da tempo il carattere oppressivo del regime iraniano e il pericolo rappresentato dal suo programma nucleare», accusa il Foglio. Il Corriere si sofferma in tema su un rapporto dell’intelligence segnalato dal Times secondo il quale la Guida suprema Ali Khamenei avrebbe preso in considerazione un piano di emergenza per lasciare l’Iran e fuggire in Russia. Per il giornale di Londra, spiega il Corriere, il piano verrebbe attuato «nel momento in cui l’ayatollah ritenesse che l’esercito, i Pasdaran o altre forze di sicurezza stiano collassando, disobbedendo o siano incapaci di eseguire gli ordini».

Alla sua prima partita in maglia viola, l’israeliano Manor Solomon ha conquistato i tifosi della Fiorentina con l’assist decisivo per la vittoria all’ultimo tuffo. E le polemiche per il suo acquisto aizzate da alcune dichiarazioni irresponsabili? «Svaporate come brina al primo sole di gennaio», sottolinea il Giornale. «I moralisti rientrano in silenzio nei loro salotti, i tifosi cantano con rinnovata convinzione. Lo sport, nella sua nobile semplicità, unisce invece di dividere».

Lo psicanalista Luigi Zoja riflette sulla Stampa sull’emotività di alcune adesioni di massa, come nel caso della causa propal. «Qualcosa di esotico, o che viene da lontano, affascina il nostro nevrotico Occidente come se contenesse una soluzione», scrive Zoja. Non è una novità: «Il “mito del buon selvaggio”, infatti, è nato in Europa, non tra i cosiddetti selvaggi».

«Un filo-Hamas parla coi pm. Gli altri tremano», titola Libero a proposito dei recenti arresti in Italia per sospetta affiliazione al gruppo terroristico. Per Libero il 62enne Abu Deiah, fondatore e legale rappresentante de La Cupola d’Oro di Milano, è stato il primo a rompere il silenzio.

Il Foglio parla di Matthew Jones, pluripremiato autore e illustratore australiano per bambini, «una penna intrisa di eloquenza morale e giustizia, giunge a relativizzare il massacro di dodici ebrei durante la celebrazione di Chanukkah a Bondi Beach». Jones ha definito il movimento Chabad organizzatore della festa di Sidney «un’organizzazione sionista suprematista ebraica».

Il Manifesto recensisce il libro a due voci Ebrei in guerra (ed. Feltrinelli) firmato dal giornalista Gad Lerner e dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, definendolo «una discussione aspra, uno scontro tra diversi che indica l’articolazione delle posizioni all’interno della diaspora».