MILANO – La solidarietà a tavola con i City Angels
Poco prima di mezzogiorno le porte dell’Hotel Principe di Savoia di Milano si sono aperte per accogliere circa duecento persone senza dimora, invitate al pranzo di solidarietà organizzato ogni 6 gennaio dall’associazione City Angels. Tra i tavoli, a servire in qualità di volontari, c’erano anche Milo Hasbani, vicepresidente uscente dell’Ucei, e Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano.
«È un appuntamento a cui tengo molto e a cui cerco di non mancare mai», spiega Hasbani. «Essere presenti, mettersi in fila e servire ai tavoli è un modo concreto per dimostrare attenzione e rispetto verso persone che vivono una condizione di grande difficoltà».
Anche per Meghnagi la presenza ha un valore preciso: «Non basta parlare di solidarietà, bisogna esserci. Iniziative come questa ricordano che l’aiuto passa da gesti semplici ma continui, soprattutto verso chi non ce la fa nella quotidianità».
La giornata è stata anche occasione per uno sguardo al nuovo anno. «Mario Furlan, presidente dei City Angels, ha chiesto anche a me e a Walker Meghnagi di intervenire con un breve auspicio per il 2026», racconta Hasbani. «In un periodo segnato da tensioni e conflitti, il desiderio è quello di maggiore serenità e pace, di cui tutti sentiamo il bisogno».
Sulla stessa linea Meghnagi, che ha richiamato l’importanza dell’unità ricordando anche quanto accaduto di recente a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio nella notte di Capodanno ha causato quaranta morti e decine di feriti, alcuni dei quali ricoverati a Milano. «Nel dolore di quei giorni, penso anche ai gesti di solidarietà, come la distribuzione da parte del movimento Lubavitch di 600 pasti alle persone coinvolte», sottolinea il presidente degli ebrei milanesi. «Un gesto semplice, che ricorda come l’ebraismo sia parte della società e condivida le stesse responsabilità di fronte alle tragedie».
d.r.