ANTISEMITISMO – L’audizione al Senato, Di Segni: «Indifferibile intervento normativo»

Si è tenuta oggi in Commissione Affari costituzionali del Senato la discussione sulle proposte di legge in materia di contrasto all’antisemitismo, nell’ambito dell’esame dei disegni di legge nn. 1004, 1575, 1627 e 1722. In apertura è intervenuta Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di un intervento normativo capace di rispondere alla crescita degli episodi di odio e discriminazione antisemita e di colmare alcune criticità emerse nell’applicazione delle norme vigenti. «Riteniamo indifferibile e urgente l’esame di misure, anche legislative, che possano essere responsabilmente intraprese a livello parlamentare, in integrazione con le politiche attive già previste in ambiti quali cultura, formazione, educazione, accademia e sport, molte delle quali definite nella Strategia nazionale coordinata da Pasquale Angelosanto», ha sottolineato Di Segni. Oltre a chiedere un intervento normativo, la presidente Ucei ha invitato a costruire diversi percorsi per il contrasto all’odio antiebraico. «Visto che l’antisemitismo si presenta in molteplici forme – neofascismo nostalgico, letture distorte dei testi religiosi ebraici, minaccia fisica del terrorismo islamico, demonizzazione cosmopolita degli ebrei e di Israele, nazificazione e strumentalizzazione della Shoah – l’impegno sull’antisemitismo non può essere selettivo e focalizzare un solo aspetto ma bensì essere olistico».
Dalla relazione introduttiva è nato un confronto con alcuni senatori, incentrato in particolare sul rapporto tra libertà costituzionali e fenomeni di abuso delle stesse, sulla definizione di antisemitismo e sull’efficacia degli strumenti legislativi e giudiziari oggi disponibili. Il dibattito è poi proseguito con ulteriori audizioni tecniche e contributi di approfondimento. Tra i relatori nel corso della seduta è intervenuto Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione CDEC, ha illustrato i dati più recenti raccolti dall’Osservatorio antisemitismo, evidenziando l’aumento degli episodi segnalati e, in particolare, la crescita delle aggressioni fisiche, fenomeno finora inedito nel contesto italiano. «I dati del nostro Osservatorio mostrano una crescita importante del fenomeno, ma rappresentano solo una parte della realtà, anche a causa del fenomeno dell’under-reporting», ha avvertito il direttore della Fondazione Cdec. L’antisemitismo, ha aggiunto, «non può diventare terreno di scontro politico, ma deve essere considerato da tutte le forze parlamentari come un’emergenza da contrastare in maniera condivisa».
Il coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, Pasquale Angelosanto, ha richiamato la Strategia nazionale adottata dal Governo, sottolineando la necessità di un raccordo coerente tra iniziativa legislativa e politiche attive già avviate nei settori della formazione, della sicurezza e dell’educazione. In audizione, tra gli altri, hanno preso la parola il semiologo Ugo Volli, che ha analizzato le forme contemporanee dell’odio antiebraico, soffermandosi in particolare sul nesso tra antisemitismo e demonizzazione dello Stato di Israele nel dibattito pubblico, e lo psicanalista David Meghnagi, che ha posto l’accento sulla dimensione storica e culturale dell’antisemitismo e sul ruolo della memoria della Shoah.
Diversa l’opinione dello storico Simon Levis Sullam, che, nel presentare la Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo come alternativa alla definizione IHRA richiamata nei disegni di legge in esame e già recepita dall’Italia nel 2020 (governo Conte II), ha manifestato riserve sull’impiego dello strumento penale nel contrasto all”odio antiebraico. 

Dalla seguente pagina dalla webtv del Senato si può accedere all’audizione sull’antisemitismo